Prof. Augusto Marchesini – Libero docente di Chimica Agraria – Università di Milano.

L’IMPORTANZA DI ALCUNI PARAMETRI MICROBIOLOGICI NEL CORRETTO ALLEVAMENTO DEL BONSAI

Relazione terreno – pianta bonsai.
Introduzione
Le piante hanno una capacità di vivere in comunità, in quanto interagiscono con altri organismi in moltissimi modi, Nel corso della loro lunghissima storia, hanno imparato a “collaborare” con i batteri e i funghi e, perfino, a impiegare certi  microrganismi per compiere mutazioni del loro patrimonio genetico.
E’ noto che le radici delle piante sono in grado di interagire con i funghi presenti nel terreno. Tale interazione viene chiamata micorriza, L’associazione radici delle piante e funghi è un campo di ricerca in gran parte inesplorato che può portare a una profonda conoscenza dei meccanismi fisiologici della crescita delle piante. Per micorriza si intende l’associazione tra funghi del terreno e radici di piante superiori, è una particolare collaborazione che viene definita anche mutualistica.
Nel 1979 alcuni studiosi presentarono un rapporto sulle ricadute economiche prevedibili nelle scienze. Tra questi cambiamenti sono stati indicati anche la creazione di nuove simbiosi mutualistiche tra piante e organismi diversi.
La simbiosi tra pianta e fungo si realizza in un organismo come la pianta che è autotrofa, ossia capace di rendere organiche le sostanze minerali e un organismo eterotrofo che necessita di sostanze organiche per il suo nutrimento come nel caso del fungo. Si tratta di una simbiosi in cui il fungo assorbe dal terreno i sali minerali e li cede alla pianta in epoche determinate soprattutto il fosforo e la pianta fornisce al fungo gli zuccheri che non è in grado di sintetizzare.
Oggi si distinguono numerosi tipi di micorrize generalmente divise in ectomicorrizie ed endomicorrizie,
Le ectomicorrizie che interessano soprattutto le piante arboree e quindi i bonsai, sono formate da una rete di filamenti che coprono come un guanto (micoclena) le radichette secondarie di un albero e/o di un bonsai. I filamenti dei funghi si interpongono tra le cellule corticali delle radici (reticolo di Hartig) senza mai oltrepassare la membrana cellulare dei tessuti delle radici. I funghi micorrizici sono obbligati a formare la simbiosi con le radici delle piante per poter completare il loro ciclo vitale. Infatti dopo l’associazione con le radici producono corpi fruttiferi anche, per esempio, i funghi che noi consumiamo quali i porcini e i tartufi.
Le endomicorrizie che possono essere di vai tipi riguardano soprattutto le piante erbacee come le graminacee, ma anche le piante da frutto e la vite. In questo caso le ife del fungo penetrano all’interno delle cellule dei tessuti radicali formando diverse strutture tra cui grosse vescicole e filamenti che ramificandosi formano una struttura a cespuglio chiamata arbuscolo all’interno della cellula.
Perché oggi si comincia ad intuire l’importanza delle micorrizie? Molte esperienze scientifiche hanno dimostrato che la micorriza provoca un più vigoroso sviluppo della pianta micorrizata. Oggi infatti i funghi micorrizici possono essere considerati dei fertilizzatori biologici. La simbiosi può consentire un migliore sviluppo dei vegetali soprattutto se allevati secondo la tecnica del bonsai con evidenti vantaggi per l’appassionato cultore de bonsai. I vantaggi si realizzano sia nello sviluppo della pianta sia nel mantenimento della stessa pianta. Si può addirittura ridurre l’uso dei fertilizzanti chimici in quanto il fungo è responsabile della nutrizione della pianta in quanto possiede una maggiore superficie di contatto con il terreno e può racimolare piccole quantità di sostanze nutritive minerali che sono presenti nel terreno stesso e non più accessibili alla radice della pianta.
Questa nuova pratica fondata sullo sviluppo della micorrizia delle piante può essere realizzata con una fertilizzazione di estratti acquosi di vegetali dopo macerazione per un tempo di un mese e può consentire uno sviluppo sano e migliorativo delle piante allevate con la tecnica del bonsai.
E’ possibile inoculare spore di funghi ottenendo buon risultati sul piano della crescita delle piante. Si può verificare un miglioramento della crescita del bonsai, l’anticipazione del tempo di fioritura e un migliore sviluppo più equilibrato della pianta stessa.
Le ife del fungo Pisolithus tintorius sono prodotte industrialmente in fermentatori, successivamente sono disidratate tramite la liofilizzazione e usate come inoculo nelle piantine presenti in semenzai. Oggi sono in pieno sviluppo le ricerche per la produzione di funghi commestibili quali i porcini e i tartufi.
Parte sperimentale.
500 pini cembri cresciuti in vivaio per 5 anni sono stati posti in vasi di ferro smaltati per l’allevamento secondo la tecnica del bonsai. I vasi sono stati collocati su carrelli disposti su 6 file. Il terreno, 4 kg. per vaso, ha la seguente composizione: pH 7,4, Tessitura: sabbia 85,3%, limo 10,9%, argilla 4,3%. La composizione chimica del terreno: carbonio organico 1,11%, azoto totale 0,11%, rapporto C/N 10,1, fosforo assimilabile 24,38 mg. Kg, potassio assimilabile 48 mg kg. I vasi delle file 1 .3 – 5 hanno ricevuto concime chimico nell’anno 1995 all’impianto della prova. Nella fila 1 ogni vaso ha ricevuto: 10 g di solfato ammonico, 8,4 g di perfosfato, 22,6 di solfato potassico. Nella fila 3 il concime chimico è stato raddoppiato, nella fila 5 il concime chimico è stato distribuito per ogni vaso in dose tripla.
Nella file 2 – 4 – 6 i vasi hanno ricevuto rispettivamente nella fila 2 120 g di compost, nella fila 4, 240 g. di compost, nella fila 6 340 g di compost. Il compost impiegato aveva la seguente composizione: umidità 12%, sostanza organica 21,5%, carbonio organico 11,6%, totale azoto 11,5%, rapporto C/N 7,7, fosforo totale 0.335, potassio totale 0,4%, calcio totale 3,2%, magnesio totale 0,7%, ferro totale 0,2%.
La composizione microbiologica del compost: batteri aerobici 3,3 x 108 g-1, batteri anaerobici 3,9 x 107 g –1, funghi 5 x 106 g-1.
I vasi per 5 anni non hanno ricevuto alcun concime, è stata praticata l’irrigazione di mezz’ora per ogni notte nella stagione stiva con un impianto di irrigazione automatico. Al termine del quinquennio sono stati effettuati i seguenti prelievi di radici nelle file 1 – 5, 2 – 6. I migliori sviluppi dei pini cembri sono stati ottenuti nelle file 5 – 6 dove era stato concimato con dosi triple di sostanza organica o concime chimico.
RISULTATI
Campione 1
Pino cembro fila 1 - 10 anni - grado 2
Il campione risulta essere ben micorrizato, in quanto sono osservabili una micoclena ben affermata e numerose ife sfioccanti. La micorrizazione non è tuttavia estesa nell’ambito di tutto l’apparato radicale, dal momento che sono osservabili ancora alcuni peli radicali.
Campione 2
Pino cembro fila 2 - 10 anni - grado 3
Il Campione risulta essere ben micorrizato, la micoclena è, infatti, molto ben definita e le ife sfioccanti (con le giunzioni a fibbia caratteristiche dei Basidiomiceti) sono numerose. Non si osservano peli radicali, il che è buon indice di una estesa micorrizazione.
Campione 5
Pino cembro fila 5 - 10 anni - grado 2
Il campione è micorrizato: si osservano una micoclena ben definita e numerose ife sfioccanti. La presenza tuttavia di taluni peli radicali (anche se fatiscenti) indica che non si tratta ancora di una micorrizazione estesa nell’ambito di tutto l’apparato radicale.
Campione 4
Pino cembro fila 6 - 10 anni - grado 3
La micorrizazione di questo campione è molto ben affermata: La micoclena infatti è molto compatta e vi sono numerose ife sfioccanti; la totale assenza di peli radicali indica che si tratta di una estesa micorrizazione.

Controllo delle radici di bonsai di Pino cembro.
Assenza totale di micorrizazione                                                 0
Accenno di micorrizazione                                                         1
Micorrizazione ben affermata                                                     2
Micorrizazione estesa a tutto l’apparato radicale                           3
Come si può vendere nei campioni 1 e 5 dove è stata effettuata la concimazione chimica all’impianto del Pino cembro, risulta una micorrizazione lievemente inferiore alle file 2 e 6 ove è stata effettuata la concimazione organica.
Conclusioni
La concimazione chimica ed organica dopo 5 anni non presenta più una attività fertilizzante. Gli accrescimenti vegetativo nei 500 vasi risultano pressoché uguali in tutte le file.
I vasi del bonsai cembro durante i 5 anni hanno sviluppato progressivamente una intensa attività micorrizica a livello radicale che è presente in tutti i vasi. Questa attività micorrizica ha permesso ai pini cembri di sopravvivere ad una situazione di scarsa o nulla fertilità che si è instaurata a seguito della mancata concimazione nei vasi.
Verosimilmente l’infezione micorrizica nelle piante di bonsai di Pino cembro era preesistente e le radici avevano funghi e batteri che provenivano dall’allevamento nel vivaio dove sono stati prelevati.
Si consiglia per l’allevamento secondo la tecnica del bonsai anche una concimazione microbiologica che può essere effettuata durante l’accrescimento del pianta del bonsai.

 

Bibliografia:
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A.MARCHESINI, L.ALLIEVI. E.COMOTTI. A.FERRARI. Long term effects of quality Compost treatments on soil. Plant and Soil 106, 235-261, 1988
G.GIOVANNETTI: Convegno Amico fungo per la produzione agricola. Torino 11 gennaio 2000
Si ringrazia il prof. Giusto Giovanetti del Centro di Colture Sperimentali, Frazione Olleyes 11020 Quart (Aosta) Valle d’Aosta s.r.l. – Uffici Via Livorno, 50 – Torino, per l’esame delle micorrizie delle radici del Pino cembro.
Importance of mycorrhizas in plant-soil relationships

 

Mycorrhyzas are the most widespread associations between microorganisms and higher plants. Mycorrhyzas occur in about 80 % of dicots md monocots, and all Gymnosperms are mycorrhizal. Nonmycorrhizal plants occur in habitats where the soils are either dry or saline, or where the soil fertility is extremely high or extremely low as in the case of the bonsai. This is due to the daily Ieaching of elements provoked by watering. The most distinct growth enhancemcnt effect by mycorrhizas occurs by improved supply of mineral nutrients of low mobility in the soil solution, mainly phosphorous. External hyphae con absorb and translocate phosphorous to the host from soil outside the root depletion zone of nonmycorrhizal roots. As a rule in mycorrhizal plants the uptake of phosphorous per unit of root lcngth is 2-3 time higher than in nonmiyoorrhizal plants. In the present communication is reported a ten year expwiment of Pinusi cembra growth using the bonsai technique. Seedlings were fertiliscd only at the planting yesr with an organic or a mineral treatment. After ten years a very strong mycorrhization of the roots in all treatments was found.