Chiara Padrini
CONFERENZA SUL SUISEKI

  • La cultura delle pietre in Cina e Giappone - cenni generali
  • Il concetto di suggestione secondo la scuola del Maestro H. Katayama - applicato allo stile Tooyama-ishi
  • proiezione di estratto sul suiseki delle video cassette sul KEI-DO l'arte dell'esposizione secondo la scuola del Maestro H. Katayama (parlato su cassetta in inglese)
Prima parte - La cultura delle pietre

Criteri generali

  • Le pietre creano pensiero
  • Le pietre sono buon cibo per il pensiero
  • Le pietre costruzioni di cultura
  • Le pietre vie per lo spirito

Il loro fascino deriva dall'essere prodotto della Natura cioè da un mondo non turbato dagli uomini
Trovano spazio nelle nostre culture solo se acquisiscono qualche significato.
L'insieme dei miti sulle rocce e sulle pietre ha giocato un ruolo speciale in tutte le culture a questo riguardo (es. l'uomo creato dall'argilla)
Inoltre queste caratteristiche producono
La durezza Þ stabilità
La varietà dei modelli Þ la ricchezza e la complessità del mondo circostante.
L'ubiquità Þ la sicurezza d'accesso
Questi requisiti consentono la massima immediatezza e altissimo valore mediatico: le pietre si trovano in luoghi remoti ma anche nelle città
Le pietre inoltre, producono un piacere estetico ma l'estetica è inseparabilmente legata alla cultura che e ricerca. Anche il collezionismo è ricerca

LE INFLUENZE SULLA CULTURA DELLE PIETRE

A) Cosmologia e monumenti

Culture occidentali Þ la pietra utilizzata come materia plasmabile dall'uomo: scultura e statuaria
Culture orientali Þ ruolo limitato della scultura
I monumenti sono importanti accessori per come le culture urbane scelgono di rappresentare temi fondamentali.
In Asia questo avviene attraverso le pietre di per sé e non come figure Questo perché si ebbero diversa cosmologia in Europa e in Asia:
ASIA Þ processo autogenerante d’energia che trasforma la materia (animata e inanimata) Þ l'uomo visto come microcosmo dell'organismo universale
EUROPA Þ Autorità al di là del mondo materiale Þ l'uomo fatto ad immagine di Dio

B) Religione

In Cina:

la pietra come icona culturale in spazi sacri, rappresentava e demarcava spazi sacri. Veniva venerata come parte di un processo autogenerante
In Giappone:
il bisogno mitologico, e la credenza nella via degli spiriti individua monti, cascate e pietre come casa dei KAMI
Quindi la roccia non era venerata in quanto tale, ma perché dotata di permanenze spirituali.
Ne consegue che anche luogo e dintorni diventano più importanti della forma stessa. Questa capacità di ospitare i Kami attraverso la secolarizzazione di usare le pietre in privato portò la cultura delle pietre ad un livello di pensiero ugualitario e diffuso.

C) Influenze Filosofiche e Alchemiche

Cina:
viene data grande enfasi alla vita dopo la morte in un mondo coesistente di spiriti - smaterializzati.
La visione dell'immortalità corrisponde a un perfetto stato fisico e psicologico in un Paradiso avvolto nei fumi d'incenso.
Identificato nelle isole P'en-lai, queste furono riprodotte in giardini e miniaturizzate in manufatti di ceramica. La ricerca alchemica nel tentativo di impossessarsi delle forze cosmiche per gestirle, costruiva modem del cosmo negli incensieri che furono progenitori delle pietre in miniatura.
Importanza del concetto di HSIANG (trattato nel libro del cambiamento, anche tradotto con la parola immagine) Va interpretato come attività con cui si realizzano fenomeni potenziali. Un hsiang è collegato ai suoi risultati e anche li prefigura. Ogni risultato o immagine può essere replicata Þ somiglianza
Le pietre devono possedere somiglianza cioè AUTENTICITA' nella misura che incarnano HSIANG (l’immagine)
Del modo in cui sono state prodotte ed esemplificano le forze della genesi sempre attiva.
Ne consegue che pietre selezionate e appropriate a schemi naturali divenivano intermediarie tra aspetti interiori ed esteriori
Giappone.
Dopo la forte influenza della dinastia cinese dei T'ang nel periodo della capitale a NARA, la cultura giapponese si ricollegò alle sue origini e tradizioni col trasferimento del regno a Kyoto
L'influenza Shinto portò alla costruzione dei giardini con rapporti essenzialmente statici e contemplativi.
Nel primo libro di progettazione di giardini il «Saltuteikì" l'autore invocò il principio statico sottolineando che questi devono rivelare il loro significato a sguardi immobili e molto coltivati
Non vi era nessuna traccia della dinamica cinese.
Questo concetto influì non solo nella composizione ma anche nella scelta della pietre. Orizzontali invece che verticali.
Ne è esempio: lo «stile oceanico». Lepietre emergenti in un mare tumultuoso, benché proponessero una visione drammatica, questa era ridotta poi a quieta suggestione immergendo le pietre in un suolo piatto e curato

D) Commercio

Per capire la sociologia delle pietre va anche considerata l'importanza della commercializzazione. Quando le classi nobili e quelle della ricca borghesia compresero il forte valore economico della cultura in generale, diedero sviluppo alla forte secolarizzazione delle arti che si ebbe sia in Cina che in Giappone. Oggetti culturali come merce in un mercato di beni di lusso.
Il collezionismo divenne un'attività frenetica non solo per il ritrovamento e la manipolazione ma anche per la competenza.

CRITERI DI QUALITA'

Il criterio fondamentale di qualità è l’affezione: una pietra mi piace e quindi è buona. Ma la conoscenza diventa poi scala d’affezione
LA TRIADE CINESE DEI CRITERI: materialismo dinamico creativo
Chou    tessuto di superficie
Shou     scarsa densità della struttura
Thou     perenne permeabilità - buchi

LA TRIADE GIAPPONESE

Wabi     significa estrema austerità dei propri attaccamenti emozionali ad ogni fenomeno
Sabi      solitudine meditativa necessaria a capire sentimenti complessi come Wabi
Yugen   significa "distanza remota" riferita alla distanza psicologica che genera solitudine, produce purezza e rende possibile la riduzione dei movimenti emotivi, accessibile ad illuminati.

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ESTRATTO DA: "STUDIO SUL SUISEKI" dal testo dell’arte del EEIDO del Maestro H. Katayama

Forme fondamentali del Suiseki

Non è necessario ripetere che una delle forme (kata) fondamentali del suiseki è la Tööyamagata (Forma delle montagne lontane). Si dice che solo dopo aver compreso questa forma si possono comprendere le altre e apprezzarne il gusto (aji). Però, a causa della soggettività del senso estetico che determina differenti modi di intendere il bello e a causa dei differenti modi di intendere la Tööyamagata, è difficile stabilirne precise norme di realizzazione. Tuttavia riteniamo che il: Sanmen nö höö (Regola per ammirare l'equilibrio complessivo del suiseki:
SANMEN = 3 superfici - comprende lo Zengo (davanti e dietro) il Sayuu (sinistra e destra) e Sokö (base
) sia un buon punto di riferimento; pur non esistendo una norma unica, è comunque importante possedere una base estetica, senza la quale la realizzazione della forma assume caratteristiche anomale che la spingono verso l'eccentricità. Questo è il motivo per cui dobbiamo ora trattare la Tööyamagata.
Forma ideale di Tööyamagata
I più comuni elementi per distinguere la Tööyamagata sono, per esempio, la foschia mattutina, la forma della catena dei monti che si vede dai finestrini dei treni all'ora del crepuscolo, la forma della base delle monti lontani che si affacciano sulla sponda di un lago, ecc. Ciascuno di questi elementi ha, a mio parere, una forma ideale. Finalità ultima della Tööyamagata è far si che essi appaiano per associazione d’idee. Desidero che voi assimiliate questi panorami ideali affinché essi si fissino negli occhi della vostra mente ed entrino a far parte del vostro sistema di giudizio estetico.
Nella Tööyamagata non è determinante il numero dei picchi (se ne può avere uno solo, o due, uno principale e uno secondario, o anche una catena), l’importante è che essi siano in armonia con il paesaggio. In generale è raro avere una pietra con il picco al centro le cui condizioni si siano mantenute eccellenti; più sovente il picco si trova a destra o a sinistra, aumentando in tal modo l'ampiezza del paesaggio, cioè la sua grandezza. In altre pietre il picco si innalza molto, creando spesso un effetto originale che si discosta dalla norma. Nel Tööyamagata la base della montagna non può essere tagliata, anche se ciò può esistere in natura. Se avete presente la forma dritta del bonsai (chokkan), potete capire ciò che intendo: le radici del bonsai sono come la base della montagna e il picco corrisponde al suo tronco principale; il picco secondario e gli altri elementi corrispondono alla chioma.
Per quanto riguarda il rapporto tra l'insieme del panorama e i suoi particolari, in primo luogo, osservando il lago (del suiseki) vicino alla montagna (del suiseki) oppure le scanalature della pietra, ecc., (per così dire, la politecnia del suiseki) si capisce la forma ideale di ogni punto determinato, poi si comprende la bellezza totale del suiseki e infine si arriva a cogliere la sensazione che si prova ricordando le emozioni di un paesaggio naturale. E’ certo che bisogna rivolgere l'attenzione alla bellezza di ogni punto determinato del panorama vicino (del suiseki): essi devono comunicare la stessa esperienza che si prova osservando un panorama naturale.
Perciò si può affermare che il modo di vedere il suiseki nasce dalla continua e intensa osservazione del panorama naturale vicino e dalla continua pratica della bellezza. Fin qui ho parlato dei principi della configurazione del panorama, ma è ovvio che l’aji e il valore (ryööhi) della forma dipendono anche dalla qualità delle pietre.
Infine, poiché mi sembra che esistano opinioni divergenti riguardo ai modi di sistemare le pietre sul suiban, intendo ora soffermarmi un pò su questo. Alcuni suiseki hanno come scopo la configurazione di un’isola nel mare, altri quella di una montagna sulle rive di un lago; io dico però che il vero scopo della sistemazione di una pietra è quello di comunicare la sensazione che si prova quando si versa dell'acqua su di una pietra, cioè quando essa scorre e si ritira fino ad asciugarsi e ti lascia un sapore profondo (ajiwai) simile a quello del nuregama (bollitore della cerimonia del tè bagnato dall'esterno). A questo riguardo, ritengo che non sia esagerato affermare che le pietre di Tooyama sono il fondamento del suiseki.

Bibliografia:
The Japanese art of stone appreciation - Covello and Yoshimura
When Men and Mountains meet - Moss-Harlkins
Worlds within Worlds - R. Mowry
History, Schools, Philosophy and Appreciation of the art of Penjing - Wei Jin-Shen