Prof. Augusto Marchesini
Libero docente di chimica agraria presso l’università degli studi di Milano
PREPARAZIONE DI UN TERRICCIO SPECIFICO PER LA FASE DI FORMAZIONE DEI BONSAI

Considerato che gli apporti di sostanza organica al terriccio inducono numerosi effetti positivi sulle principali proprietà del miscuglio stesso e sullo sviluppo vegetativo, particolarmente a livello dell'apparato radicale (e quindi aereo) e tenuto conto che la materia organica, in base alle sue caratteristiche intrinseche, subisce nel terreno una diversa evoluzione, si sono esaminati i vantaggi ottenuti dall'impiego come fertilizzanti di alcuni sfarinati del frumento.
INTRODUZIONE
Le piante, all'opposto degli animali, si presentano nella loro grande maggioranza come organismi autotrofì, che si giovano dell'acqua, dell'anidride carbonica, della luce e di numerosi elementi salificati !sotto forma minerale.
A prescindere da un'insufficienza di anidride carbonica e anche da un difetto di acqua, rimarrebbero a determinare le carenze i soli elementi minerali. Si avrebbero sempre carenze generalmente intese, seppur talvolta riferite a più di un elemento, qualsiasi esso sia.
Oggi il progresso degli studi sulla nutrizione vegetale ha consentito di modificare tale indicazione. Come è stato ampiamente dimostrato i terreni concimati con sostanza organica ospitano di norma colture più vigorose e produttive rispetto a quelle coltivate in terreni fertilizzati con soli concimi chimici. La materia organica costituisce infatti in modo diretto una riserva di elementi nutritivi e indirettamente contribuisce a rendere disponibili alle radici delle piante degli elementi altrimenti insolubili in sua assenza.
E' da rilevare però, che il tipo di sostanza organica, in base alla sua provenienza, composizione chimica e caratteristiche fisiche, oltre al tipo di terreno, può manifestare un diverso comportamento ed una differente evoluzione in seno al suolo con ripercussioni sullo sviluppo vegetativo. Il tipo di matrice organica, infatti, viene a giocare un ruolo determinante non solo sulla velocità di trasformazione, ma anche sulla distribuzione e sulla persistenza del materiale organico e dei suoi costituenti lungo il profilo del terreno. Materiali organici provenienti dalla macinazione del seme di frumento sono oggi facilmente reperibili. Il semolato di grano duro e/lo la crusca di frumento sono stati impiegati nella concimazione del terriccio per lo sviluppo del bonsai in fase di formazione. I risultati positivi sono riportati nella presente comunicazione.
Materie prime disponibili per la fertilizzazione organica del terriccio.
TESSUTI VEGETALI
A differenza dei tessuti animali, nei quali le proteine possono comunemente arrivare a costituire l’80% del peso secco, nei vegetali i costituenti quantitativamente più abbondanti sono i carboidrati. Le proteine rappresentano una componente minore se si eccettuano, come è naturale, organi importanti come i semi; esse aumentano però notevolmente nelle piante nelle quali si verificano simbiosi radicali con organismi azoto fissatori.Neppure nei semi di leguminose tuttavia il contenuto di proteine arriva a ordini di grandezza paragonabili a quelli dei tessuti animali
Tabella 1 -Esempi di composizione di tessuti e organi animali e vegetali.

 

proteine

grassi

carboidrati

ceneri

Sangue secco

77,2

2,0

-

4,7

Farina di pesce

45,5

5,2

-

30,08

Farina di carne

67,0

12,3

-

4,5

Paglia di graminacee

1,0

0,4

37,4

5,8

Paglia di riso

1,0

0,4

37,4

5,8

Paglia di leguminose

4,4

0,8

37,4

5,8

Semi di graminacee

8,89

1,8

63,4

2,0

Semi di leguminose

24,4

1,5

54,0

3,2

TESSUTI ANIMALI
I tessuti animali sono materiali di grande pregio e nella generalità sono destinati ovviamente ad essere utilizzati come alimenti. La legislazione attuale tende a privilegiare i tenori in elementi nutritivi indipendentemente dal meccanismo di azione dei fertilizzanti (Tabella 2). Questo principio è valido per concimi minerali, ma non sembra rispondere ad un uso corretto di quelli organici.
Classificazione di alcuni fertilizzanti organici secondo la Legge 748/84


Impiego

Denominazione

Classificazione Legge 748/84

Residuo animale pronto effetto

Sangue secco

Concime organico azotato

Farina di pesce

Concime organico azoto-fosforo

Residuo animale a lento effetto

Cuoio

Concime organico azotato

Residuo vegetale

Borlanda

Concime organico azotato

Fertilizzante da lavorazione ossa

Farina d'ossa

Concime organico azotato fosfato

Deiezioni

Letame (con lettiera)

Ammendante

Pollina (con lettiera)

Concime organico azotato fosfato

FARINE
Sono il prodotto della macinazione di semi ricchi di amido, provenienti principalmente dalle graminacee (frumento, segala, granoturco).La farina di frumento è di gran lunga la più importante, e questo, più che per una sostanzialmente diversa composizione chimica quantitativa rispetto alle farine degli altri cereali, per la presenza in essa allo stato potenziale di una particolare sostanza, il glutine, le cui caratteristiche di idratazione (66-69% in porzione di acqua trattenuta dal glutine), di tenacità e di elasticità negli impasti determinano le qualità pianificabili e plastificabili della farina stessa.

SEMOLA
Prodotto granulare a spigolo vivo ottenuto dalla macinazione e successivo abburattamento del grano duro, liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.Le caratteristiche merceologiche della semola sono definite per legge. L'umidità deve essere al massimo del 14,5%, anche se è tollerata l'immissione al consumo, con diminuzione di prezzo, di sfarinati di grano duro con un tenore di umidità fino al 15,5%.
Il contenuto di cellulosa deve essere compreso fra lo 0,20 e lo 0,45%, quello delle ceneri fra 0,70 e 0,90% e quello delle sostanze azotate deve essere non inferiore a 10,5% (azoto % x 5,7).
Composizione centesimale di alcune farine di cereali


Farine di

Acqua

Carboidrati

Proteine

Grassi

Ceneri

Cellulosa

Frumento

13-15

68-76

7-12

0,5-1,4

0,45-0,85

0,5

Segale

13-15

70-80

6-8

1,5- 2

1,50-2,50

1,5-2

Granoturco

13-16

65-70

7-10

3,5-4,5

1,50-2,00

1,5-2,5

CRUSCA
La macinazione del frumento e degli altri cereali destinati all'alimentazione umana fornisce,oltre alle farine e alle semole, rilevanti quantità di sottoprodotti (denominati complessivamente cruscami) che vengono utilmente e largamente impiegati nell'alimentazione del bestiame e nella fabbricazione di concimi speciali per l'allevamento vegetale
Composizione centesimale di alcuni sottoprodotti della macinazione del frumento

 

Proteine

Grassi

Carboidrati

Cenere

Cellulosa

Crusca

14,5

4,2

52,2

6,2

10,1

Cruschello

15,8

4,8

54,0

5,5

8,1

L'humus del terriccio è un costituente indispensabile per la formazione e lo sviluppo del bonsai.

  1. perché le sostanze aggiunte al terriccio subiscono una degradazione chimica prodotta dall'ossigeno e dai microrganismi: la sostanza stabile finale è l'humus.
  2. L'ufficio che l'humus disimpegna nel terriccio è multiforme e complesso e consta di azioni colloidali, chimiche e biologiche. L'humus riveste le particelle minerali, conferisce ad esse un certo grado di coesione e ne migliora in tal modo tutte le proprietà. Nei terreni argillosi lo spessore dì humus, che si sovrappone nell'argilla, ne attenua la compattezza eccessiva e conduce, anche in questo caso, al miglioramento del substrato.

Le azioni chimiche consistono nella fissazione di acidi e basi e nei processi di solubilizzazione di molti minerali e delle rocce che li contengono. Finalmente vanno ricordate le azioni biologiche provocate dagli enzimi contenuti nell’humus e le azioni nutritive legate agli elementi fertilizzanti, azoto, fosforo e potassio ecc. che l'humus, decomponendosi, è capace di fornire. Nel processo di umificazione delle farine dei cereali, aggiunte al terriccio quale fertilizzante organico, parte della proteina contenuta nei residui organici viene trasformata in proteina microbica, ammoniaca acido nitrico. Tali trasformazioni della proteina sono tuttavia subordinate al contenuto in azoto del materiale organico di origine. Qualora infatti l'azoto sia presente nel terriccio in misura inferiore al 2%,(rapporto C/N = 20-25 circa) essa è pressoché tutta utilizzata dai microrganismi decomponenti e solo una sua frazione assai piccola viene mineralizzata, mentre se l'azoto risulta in percentuali superiori,larghe quote di questo elemento sono ammonizzate e nitrificate in tempi relativamente brevi.Qualora il materiale organico di partenza consista in paglie di cereali, ossia di composti poveri di azoto(0,5% circa) la decomposizione della cellulosa e delle ernicellulose contenute nella paglia stessa procede lentamente, giacche queste trasformazioni sono controllate sia dalla quota di azoto assimilabile presente nei residui organici del terreno, sia dalla rapidità con cui i microrganismi possono utilizzare l'elemento minerale in oggetto. In sostanza, la frazione di humus nel terriccio si eleva se la degradazione avviene con lentezza (residui o parti di piante a maturazione botanica) mentre si abbassa in condizioni opposte (specie erbacee mature).
RISULTATI
Le dosi di semolato di frumento duro o di crusca impiegate nella fertilizzazione organica per l'allevamento del bonsai in fase di formazione sono state pari all'1% del peso del substrato usato,distribuite superficialmente e poi ricoperte di uno strato di terriccio.In altri casi tale dose è stata distribuita mediante carotaggi eseguiti lungo una corona circolare distante 2 cm dal bordo del vaso, curando che la profondità del carotaggio non raggiungesse la zona di sviluppo delle radici. L'irrigazione è stata effettuata secondo le necessità della specie vegetale. L'acqua di irrigazione non doveva superare la capacità di ritenzione idrica del terreno. La concimazione organica è ripetuta ogni 40 giorni nella stagione primaverile-estiva-autunnale.
Come si vede dalle figure 1 e 3 le radici delle piante in presenza di sostanze umiche mostrano un aumento di organismi simbionti microbici, che arrecano benefici persistenti alla nutrizione vegetale durante tutta la vita delle piante. Tali microrganismi utili inoltre impediscono ad altri microrganismi patogeni di penetrare nella zona della rizosfera, proteggendo in tal modo la salute della pianta. I microrganismi simbiontici sono in grado di elaborare sostanze stimolanti (ormoni e vitamine) utili all'accrescimento delle radici. In questo modo il soggetto dispone di una notevole ricchezza radicale e quindi gode di un miglioramento della nutrizione stessa.La presenza di sostanze umiche nel terreno arricchisce di anidride carbonica l'atmosfera che circondala chioma della pianta e quindi le consente una maggiore assimilazione dell'anidride carbonica utile alla funzione clorofilliana per la biosintesi di sostanze organiche (zuccheri).Le sostanze umiche inoltre sono capaci di trattenere nel substrato quell'acqua, che poi risulta meglio disponibile alle esigenze idriche della pianta stessa.
CONCLUSIONI
L'utilizzazione nel terriccio della semola di frumento oppure della crusca ha lo scopo precipuo di migliorare lo sviluppo del bonsai nella sua fase di formazione e, tenuto conto anche di quanto è emersi sulle funzioni dell’humus, risulta auspicabile, anche se con un maggiore aggravio economico, la "rivalutazione ed il ritorno alla concimazione organica. I contenuti di azoto, che durante le prove sono infatti risultati più che ottimali, come è noto assicurano "non solo la fertilità del suolo, ma partecipano allo sviluppo di una microflora favorevole allo sviluppo radicale del bonsai. Anche un altro parametro fondamentale come il p H denuncia valori che possono considerarsi ottimali. A parte i risultati ottenuti, non si possono menzionare tutti gli altri aspetti positivi che l'uso della concimazione organica conferisce alla zolla riguardo alla struttura del materiale costituente il terriccio, al suo potere tampone, alla disponibilità d'acqua e ai tanti altri vantaggi che contribuiscono ad avere una risposta ottimale del bonsai in fase di formazione.