COSA RAPPRESENTANO LE ROCCE IN CINA

Lian Jitu, scrittore del 19° sec. che usava chiamarsi “l’uomo delle studio delle 12 pietre” scrive nel testo “Chiacchiere sulle rocce”:
Nel collezionare è la scelta della roccia che viene per prima. Se la pietra non assomiglia a una rappresentazione dei poteri delle natura, allora non dovresti sceglierla.
Nell’introduzione di Kong Chuan al catalogo di Du Wan “Yulin shipu” (Catalogo delle pietre della foresta nuvolosa) si legge:
La più pura essenza dell’energia del mondo terreno - celeste si compatta dentro una roccia. Essa emerge, premendo dal suolo. Le sue formazioni sono fantastiche, bellissime. Dentro la civiltà cinese, le rocce erano un universo
Il significato delle rocce, non si può trovare esaminando le rocce solatamente, o semplicemente spiegano per filo e per segno alcune correlazioni simboliche .
I loro rispettivi significati erano modellati da una intera matrice culturale e il nostro intelletto deve lavorare dentro queste ampie questioni. Devi capire i processi che producono i risultati e come le relazioni tra questi processi creano la struttura di un ambiente .
Se il tuo albero è malato nel colore e scarso nella crescita, non chiederti semplicemente come trattarlo per farlo diventare verde e grande, ma esamina l’ambiente e come tutti i fattori in questo ambiente interagiscono nel tempo; e non guardare semplicemente al livello immediato e più semplice, ma dentro le profonde e invisibile sorgenti degli effetti visibili.
Troverete che il mondo è un organismo, non una collazione di oggetti, che, come tutti gli organismi, è attivo quando vitalizzato dall’energia,; che questa energia è un flusso invisibile che si manifesta in corpi visibili; che, come l’elettricità, l’energia fluisce solo quando organizzata in campi bipolari tra stati complementari come: profondo e superficiale, caldo e freddo, luce e oscurità, nascosto e manifesto.
Tutte le attività conosciute e i fenomeni, i wanwu, dell’universo cinese, sono comprese dai complementi dell’attività maschile celeste Yang a la struttura femminile terrena Yin. E questa lista di complementi può essere estesa all’infinito.

 

L’influenza alchemica
Il famoso scrittore Cao Xueqin (1715-1763) scrisse i primi otto capitoli della “Storia della pietra”. Questi iniziano:
Molto tempo fa, quando la Dea Nüwa stava riparando il cielo, fece fondere giù una gran quantità di rocce e, su l’Incredibile Dirupo delle Grandi Leggendarie Montagne, modellò l’amalgama in trecentosessanta mila cinquecento e un blocchi da costruzione ognuno di misura 22 centimetri per 44 centimetri quadrati.
Essa usò 360 mila blocchi nel corso delle sue operazioni di costruzione. lasciando un vecchio spaiato blocco inutilizzato, che pose, tutto solo, ai piedi del Picco della malattia verde nelle suddette montagne.
Ora questo blocco di pietra, essendo passato attraverso la fusione e la modellatura di una dea, possedette poteri magici. Poteva spostarsi a seconda del volere e poteva crescere o restringersi in qualunque misura desiderasse.
Nüwa, si dice, creò gli umani modellandoli dalla terra gialla o argilla. La storia di Nüwa che racconta Cao coinvolge anche un passaggio tra gli stati delle cose, ed essa fonde la roccia e la riforma.
Nel 4° sec. D.C. il grande alchimista Ge hong pose la questione tipicamente in una modellatura sperimentale:
Le argille cotte fanno mattoni, legni bruciati fanno carbone. I nidi d’ape producono cera. La schiuma del liquido fa la pietra. Questi sono tutti casi in cui il morbido e instabile cambia in duro e sicuro.
Qui abbiamo alcune importantissime linee guida. La prima è il processo di trasformazione quale nucleo centrale dell’esistenza fisica, il secondo è il passaggio tra due condizioni polari, molle e duro, movimento e fissità. Il terzo è l’allusione che la trasformazione deve essere “lavorata”.
Collegati, essi forniscono tre stadi, dall’argilla alla pietra prodotta, e da una pietra naturale a un metallo generato. Da queste connessioni avanza l’alchimista. Le rocce erano considerate come “ la radice di metallo/oro”. Gli alchimisti giocarono un ruolo importante nell’indagare il mondo naturale e la loro conoscenza dei minerali fu uno dei questi contributi.
Il proposito principale dell’alchimia cinese “cinabro esterno” era di miniaturizzare il processo cosmico dentro un modello microcosmico, la fornace alchemica, così da portare le forze cosmiche sotto il controllo umano e rendere possibile che le attività umane potessero espandersi dentro dimensioni cosmiche. L’immortalità era la ricompensa desiderata.
La mortalità e l’immortalità erano già un altro esempio di trasformazione reversibile. Un termine comune di immortalità era changsheng (“rigenerazione continua”)
C’erano gradi di immortalità: Dato che questa attitudine sopravvisse tanto a lungo come la Cina tradizionale, è importante ricordare ciò, quando si considera ogni fenomeno cinese quale le rocce, che hanno legami vitali con i livelli cosmici della realtà.
Le credenze in questa immortalità ha anche dato particolari colorazioni alle rocce. Minerali alchemici compaiono nelle tonalità brillanti dello stile cinese che cozzavano come uno straordinario contrappunto a un’austerità spesso professata dal gusto degli studiosi
Una forte ed antica tradizione riguardò la seduzione di colori e forme fiorite . I lapislazzuli erano usati già all’inizio della dinastia Tang. A parte yu (simile a “giada) le rappresentanti più eminenti in questa categoria furono la malachite e la parente prossima l’azzurrite, carbonati di rame verde e blu
Nel trattato di Du Wan “ Il catalogo delle pietre della Foresta nuvolosa” sulla malachite potete leggere:
la Pietra Verde (shilü) della montagna in Hsin-chou è prodotta dentro una profonda cava. Una specie è fusa e congiunta per rendere i contorni di declivi di montagne, ma non è moto dura. Una qualità è abbastanza dura, con filamenti come se spazzolati, così sono, estremamente profondi nel colore verde… quando osservati di fronte alla luce, c’è una considerevole brillantezza di colore splendente e scintillante.
I minerali attraverso il loro effetto sulla psicologia umana e per la brillantezza dei colori, erano di per sé associati all’immortalità.
Gli alchimisti consideravano che la malachite poteva essere trasformata in cinabro, esso stesso il grande elisir. In questo modo i colori complementari, rosso e verde, che definivano la tavolozza del pittore, erano anche l’asse portante della ricerca alchemica dell’immortalità.
Energia e Struttura
Le rocce derivano dal e si espandono nel paesaggio anche secondo gli altri fattori che abbiamo menzionati, come la trasformazione e la differenziazione polare. Due poli di differenziazione sono durezza e fluidità, o rocce e acqua.
Quello che è peculiare alla tradizione cinese è la percezione persistente di queste relazioni dinamiche e la sua si sistematica rilevanza su questo modo di comprendere e di descrivere.
L’energia essenziale del suolo produce roccia. … Le rocce sono noccioli di energia ¸la generazione di una roccia dall’energia è simile al sistema arterioso del corpo che produce unghie e denti.il sistema scheletrico del corpo è, ovviamente, il più grande prodotto di questo processo ed articolazione di energia La distribuzione delle rocce non è semplicemente una sorta di strutturale composizione, è anche un conduzione arteriosa di energia.
Le caratteristiche delle rocce, direttamente ed indirettamente visibili rivelano le caratteristiche dell’energia come questa è distribuita, ma l’energia di per sé diventa effettiva quando è realizzata, o trasformata dentro altre condizioni quali il suolo, umidità e vapore. L’associazione a rocce, acqua e vapore è un continuo. La frase “ossa della terra” era spesso accompagnata a “ radice delle nuvole”. La roccia quale “radice delle nuvole” può sorprendere l’orecchio e la mente occidentale, ma è profondamente indicatrice di quella cinese
Emanazioni di vapore, per la loro grande instabilità, trasmette il passaggio trasformatore dell’energia con peculiare vivezza.
Questo è indicato nel cinese dall’ubiquo uso del termine qi per tutte queste emanazioni, dal soffio al fumo al tempo. Ma qi è anche usato in relazione alla maggior parte dei fenomeni umani e, nella maggior parte dei suoi significati generali, è meglio tradotto come “energia”. La roccia, come abbiamo visto, è una compressione del qi e l’artista ha un particolare capacità di rilevare questa qualità dinamica.
Forme di Montagne
Dobbiamo capire un poco le montagne cinesi, tuttavia, prima di poter capire le pietre. Il dizionario della dinastia Han “Spiegazione dei nomi” elenca più di trenta nome per differenti parti ed aspetti delle montagne.
Alcune sono forme, quali “una montagna con punte aguzze ed elevata” è detta qiao, una montagna che è larga e bassa e detta hu. Altre sono le condizioni come quando una pietra (montagna) fornisce terra, è chiamata ju, quando una terra (montagna) genera pietre è detta cuiwei.
Un’altra definizione leggermente variante sul ruolo delle rocce è “Le montagne sono l’involucro e il deposito di qi, così l’energia essenziale immagazzinata e la nuvola emergono per incontrarsi violentemente con la roccia.
Ciò enfatizza non solo il fatto che una montagna è una costruzione massiva di processi continui, piuttosto che essere semplicemente una solida, inanimata zolla, ma anche che questi processi sono rivelati dall’acqua e dalle nuvole.
L’autore cinese del 17° sec. Shen Hao scrisse:
L’inizio e la fine (Dello studio) delle strutture della terra non è nulla di più della configurazione delle catene di montagne, a tutte le autorità sono concordi nel paragonarle ai dragoni… Sicuramente nulla come il contorcimenti del drago divino è un adeguata rappresentazione di un catena di monti. Ciò che non assomiglia alle trasformazioni del drago divino non realizza l’indefinibile energia delle strutture della terra. Tuttavia si dice: se ci sono trasformazioni, chiamala un drago, se non ce ne sono, chiamala montagna morta.
La configurazione dei palazzi nella Cina imperiale erano sempre correlati alle formazioni collinose.
Palazzi degli immortali profondamente sistemati nelle catene di montagne divennero un tema persistente nell’arte pittorica ed erano soprattutto frequenti nell’intaglio delle pietre durane la dinastia Qing.
Rocce e giardini
Nei giardini cinesi, le rocce sembrano giocare il ruolo delle sculture nei giardini occidentali, sono a loro agio in tutti i livelli nel mondo del giardinaggio cinese
E’impossibile dire quando le rocce furono deliberatamente poste nei giardini, è presumibile che storie di giardini e rocce fossero associate fin dall’inizio. Questo sviluppo è accreditato fin dal primo fiorire, dalla letteratura literati nell’area del delta dello Yangzi, specialmente dal 4° al 6° sec.
Un paragone perfetto è fornito da un foglio senza titolo in un album datato 1650 di Xiang Shengmo (1597-1658) e da un rotolo del tardo 17° inizio 18° sec. “Il Giardino da contemplare” Le rocce sembrano essere la ragione di esistere di quest’epopea pietrosa.
Tutte le costruzioni sembra abbiano come funzione primaria la contemplazione della pietra, sia isolata sia in congiunzione con fenomeni attinenti, quali il laghetto e gli alberi, la luna o i paraventi dipinti. Il giardino che forse rispecchia il piano della città imperiale di Beijing, è chiaramente diviso in una più formale metà, orientata assialmente con un lato dell’entrata principale e una più irregolare ed intima sezione interna.
Queste sono separate da in intricata massa di rocce, attraverso cui si snodano segreti sentieri. Possiamo forse asserire che questo giardino, dentro il suo recesso privato, è esso stesso dentro la città, una ricostruzione cosmologica della natura nascosta dentro piatte intonacate mura. Le rocce sono un principale veicolo per il suo magico trasporto.
Giardino della Foresta del leone
Questo giardino è il solo ad essere sopravvissuto dalla fine della Dinastia Yuan. Distribuito in modo compatto ma non per questo meno armonioso, Il giardino della foresta del leone, è anche detto il Regno delle rocce, conosciuto per il suo labirinto di montagne di sedimentarie costruite dall’uomo, con sentieri che si intrecciano e caverne, come pure padiglioni, terrazze e torri.
L’apprezzamento delle rocce
Storicamente le rocce sono state apprezzate dagli esperti cinesi da più di un migliaio di anni, dall’inizio della dinastia Tang (618 – 907)
La conoscenza che fiorì nei circoli di corte e dei letterati Catalogo della Foresta Nuvolosa di Du Wan, compilato proprio agli inizi dei Song meridionali. Du Wan include tutto dalle gemme a intere scogliere
Un numero infinito di pitture, poemi e scritti sono stati realizzati da famosi poeti, scrittori, calligrafi durante tutta le storia della Cina nei quali le pietre ebbero una parte preminente.
Alla fine del periodo Tang, vari tipi di piante ed alberi associati a una roccia divennero un genere speciale di pittura.
Le rocce entrano nella letteratura del periodo Song soprattutto quali oggetti dell’apprezzamento degli studiosi, e due dei più celebri studiosi del 11° sec. Su Shi (1037-1101) e Mi Fu (1051 – 1107) erano rinomati petrofili
Mi tenne la sua collezione in una casa-barca con un cartello che diceva: “La chiatta della famiglia Mi calligrafo e pittore”.
Mi Fu, forse il sommo intenditore in tutta la storia cinese, mosse la sua passione per le pietre dentro un’esplicita eccentricità, quando fu nominato magistrato nel distretto di Wuwei, provincia di Anhui, nel 1105, ed entrò nell’area per la prima volta, vide una grande e strana roccia pianta là. Subito chiese la sua lunga veste e taccuino, e si inchinò profondamente davanti alla pietra. In seguito si rivolse al essa come Shixiong “pietra fratello più anziano”.
Du Wan elencò la pietra Wuwei vicina a Taihu e la descrive così:
Prodotta dentro il suolo in formazioni coerenti. Quando un bel pezzo è scelto, dovrà essere in seguito tagliato via. E’facile pulirlo e il fango non è attaccato. Il colore è tendente al nero e lucido: Grandi esemplari possono essere altri molti piedi, ma ce ne sono anche non più grandi di un piede, o anche di 5 – 6 pollici. Molte di esse hanno configurazioni di montagne annuvolate e risuonano quando percosse. Talora c’è un esemplare in cui uno stiramento di due o tre piedi forma una serie di montagne concatenate di almeno dieci taglienti picchi salenti e discendenti con pendii e gole esattamente simili a una catena di montagne… Quando il signor Mi era un magistrato (nel Wuwei) ottenne un esemplare eccezionalmente bello…. Ma il deposito non è molto vasto e buoni esemplari sono difficili da ottenere.
Questa storia, di Mi Fu e la sua stimata amica, la roccia, divenne uno dei più amati soggetti nella tradizione delle pietre, e fu spesso illustrato, specialmente del 17° sec. in poi, da un gran numero di artisti.
Il dipinto di Yu Ming (1884 – 1935) trova grande umorismo nella figura di Mi Fu che si inchina umilmente verso una roccia irriverente traballante come una sfiorita ballerina sulle punte. Lo stesso Mi è completamente avvolto in un enorme pallone rosso delle sue vesti.la sua testa prona indicato solo dall’estensioni del suo berretto simili ad antenne: La roccia, a sua volta, pare ballonzolare fuori dall’immaginazione di Mi.
Pu Ru, (1896-1964) Pu Ru (1896-1964) pittore di impronta classica, appone una scritta di una versione della storia : (qualcuno) chiese a Fu: “ Questo è veramente accaduto?” Fu rispose lentamente: “ Come avrei potuto rendere omaggio ed inchinarmi ad essa? “
Pu Ru dipingendo questa apparente contraddizione mostra Mi Fu che si piega di fronte solamente al vuoto: Solamente lo stesso Mi è capace di discernere la vera qualità della sua affezione alla pietra.
Montagne in miniatura: Bruciatori d’incenso
L’estremo opposto delle montagne artificiali furono le rocce in miniatura. Iniziarono ad essere ben note come accessori per le scrivanie degli eruditi. Boshan xiangglu (Bo bruciatore dincenso montagna) come quella nella 3° collezione John D. Rockefeller (41) sono state trovate in numerose sepolture dal tardo secondo sec. a.C. al 5° sec. d. C: Tipicamente questi oggetti si ritiene siano derivati dai primi dou gambi di giare, ma hanno acquisito ovviamente una funzione rappresentativa. Non è possibile dire se esse rappresentano specificatamente un isola degli immortali, ma è chiaro che sono unimmagine associata.
Il coperchio di questo pezzo rappresenta cime scoscese che si innalzano fino a una vetta appuntita circondate da animali come una tigre, una scimmia e una tartaruga. Il gambo sottile, si alza da 4 petali che sono sorretti da un drago arrotolato dentro un vassoio poco profondo. Quasi certamente questo indica una montagna isola, che emerge dall’oceano.
Come usato in rituali ora ignoti, il fumo dell’‘incenso uscendo dai sei fori del coperchio si sarebbe avvoltolato intorno alle cime, mentre l’acqua avrebbe riempito il piatto.
il bruciatore d’incenso era ciò che era somigliante alla fornace, degli alchimisti”.
Con questi bruciatori d’incenso non abbiamo solo un’estrema riduzione del microcosmo, ma anche la relativa singola immagine di una montagna, così trasferibile come lettura a una roccia.
Questa associazione di fumo con pietre montagna ha origine da un livello più basico di un bruciatore d’incenso, dato che il bruciatore di per sé rappresenta il qi che sorge dalla montagna
Montagne in miniatura sulla scrivania dello studioso
Gli oggetti sulla scrivania dello studioso hanno avuto una certa influenza. La pietra calamaio usata per sciogliere i bastoncini di inchiostro, ebbe anche la funzione di soddisfare l’immaginazione, specialmente quando questa nutre la mente creativa dell’artista.
Gli appoggia pennelli hanno lo stesso scopo. Ce n’è una gran varietà, di forme regolari o irregolari che rappresentano “le cinque cime sacre”
Montagne in miniatura. Penjing
Il contesto delle reazioni micro-macro cosmiche è impersonificato nel penjing (scena in vassoio), il mettere insieme rocce minuscole e piante che compaiono nell’arte del 8° sec. e che si sono molto evoluti tra gli Han e i Tang..
Il penjing che acquisì un parente prossimo in Giappone – il bonsai (albero in miniatura in vassoio) è rimasto popolare fino ai giorni nostri. conservare l’originale funzione microcosmica, essi abbracciano una grande varietà di diverse enfatizzate rocce, alberi, altre piante ed anche architetture in miniatura, figure umane e di animali
E’più semplicemente noto come shinsang cao (erba su roccia) dato che era ammirato per la sua capacità a crescere ed era spesso piantato tra schegge di marmo, chiamate “ camerieri di pietra
La più congeniale associazione tra rocce penjing, tuttavia, fu con le conifere nane. Moltissime conifere nel loro stato naturale erano profondamente simboliche per i cinesi. Gli organismi di entrambi la conifera e la roccia rappresentano l’eterno processo di mutazione, ma su diverse scale di tempo che erano collegate tra di loro. Le conifere di per sé hanno spesso una vita molto lunga, enfatizzando la loro sopravvivenza nel trattenere il loro fogliame attraverso tutta la loro vita.
Ma come questa età sempreverde, i loro tronchi logorati assomigliano sempre di più a una pietra e, allo loro morte, ritorneranno alla terra e sono trasformati in rocce.
Il passaggio tra pino e roccia è descritto da Lu Guimeng (m. 881 ca) in una poesia:
Nella regione di Dongyang di Yue (Wuzhou Zhejiang) ci sono molte montagne famose…. Tra queste montagne ci sono molti pini antichi.Questi spesso sono trasformati in rocce. I disegni delle loro radici avvolgenti e i tronchi sono preservati nei dettagli. Abili persone spesso le staccano e le portano giù …
Montagne in miniatura. Dipinti di pietra
E’noto a coloro che hanno visto il mobilio cinese che per lungo tempo ha caratterizzato le case tradizionali in Cina del sud est asiatico si tratta delle lastre di marmo con disegni naturali. Spesso inserite nei mobili, ma anche montate come paravento quanto l’esemplare è particolarmente bello.
Inclusioni bianche in una matrice viola scuro, a forma di luna, a forma di tartaruga, e rospo. Artisti locali perfezionano queste forme con prodotti chimici e attrezzi. Ou-yang Hsiu scrisse un poema sulle tavolette paravento di questa pietra, chiamate “schermo di pietra delle nuvole e della luna”.
Un’altra varietà mostra cime di montagna e vallate su uno sfondo giallo pallido. Piccoli pezzi sono anche forgiati a forma figurine, ed è anche adatta per tavolette (d’inchiostro per piastre esposte come dipinti su tavola).
I nativi dicono che i disegni sono prodotti dalle infiltrazioni dell’acqua
Queste pietre appartengono alla vasta famiglia che noi conosciamo come marmi, come mostra la più parte degli esempi di tali paraventi che si incontrano oggi. Il disegno pigmentato in queste sedimentarie metamorfiche, che sono state cristallizzate per grande calore e pressione,  è dovuto a una varietà di minerali.
Nero e grigio, per esempio sono prodotti dalla presenza di una fine gradazione di grafite, sparpagliata nei tessuti fluidi durante il processo metamorfico e spesso soggetta a successive decomposizioni.
In Cina, fogli di marmo con tali disegni a forma di nuvole e panorami erano messi dentro i paraventi e spesso paragonati ai dipinti di Mi Fu .
Ma il caratteristico effetto di marmo è parimenti dovuto alla profondità della sua superficie visibile, alla traslucentezza ottenuta dalla penetrazione della luce a una profondità di 0,5 a 1,5 pollici al di sotto della sua faccia esteriore. Ad un grado insolito, il marmo assorbe e riflette l’energia della luce, e fu questo, tanto come i suoi panorami di montagne, che attrassero i cinesi
La luce catturata nel profondo di questa pietra è di per sé un’attraente immagine di una cultura che pensava al mondo quale sistema di interazioni tra modelli di energia. Come il chiaro di luna era assorbito nel marmo e dato di nuovo fuori, così erano descritte le nuvole, essendo inghiottite e ricacciate dalle montagne e dalle rocce
Panorami di montagne nel marmo non sono viste some “dipinte” su una superficie geometricamente piana, ma dentro le profondità della pietra. I dipinti a inchiostro cinesi su carta, tendevano a questa condizione
Tipologia delle pietre cinesi
I conoscitori hanno catalogato una gran varietà di shangshi secondo le caratteristiche estetiche, geologiche e geografiche. Le 4 più note sono:

  1. Lingbi (Anhui),

  2. Ying (Guangdong – Guangxi),

  3. Taihu (Tahiu lake),

  4. Kun rocks.

In più ci sono le pietre cera gialla (huanglashi) il legno pietrificato (muhuashi) le rocce nere Ying (muhushi), le Fengli (Gobi – Quilian), le pietre del fiume rosso (hongheshi) anche chiamate Dahua, le pietre Laoshan (inclusions like jade), le pietre crisantemo (Hubei – Yangxi)
Lingbi – al primo posto dei 4 tipi, si trovano nella provincia di Anhui nella località di Lingbi. Sono sedimentarie di grana fine e tessuta, e giacciono profondamente nel fango rosso delle montagne del Qingshi. Saccheggiate da generazioni di raccoglitori, pietre lingbi di alta qualità sono molto rare.
Questo è il loro primo ingresso nel catalogo di Da Wan:
Pietre Lingbi: Suzhou in Lingbi Xian, il luogo è chiamato Qing Shan “ la montagna delle pietre sonore”. La roccia è prodotta dentro il suolo. Quando gli scavi sono andati avanti per molti anni, le fosse profonde molte decine di piedi. Esse hanno una spessa incrostazione di fango e solo quando gli abitanti del luogo hanno raschiato due o tre strati con coltelli d’acciaio la roccia si rivela. Dopo di questo, sono spazzolate pulite e lucidate con spazzole di bambu, immerse in polvere di magnetite. Quando picchiettate, emettono un duro, chiaro suono. Alcune di loro hanno della terra cementata alla loro base che non si può rimuovere, e ciò deve essere tenuto in conto quando le si sistema per l’esposizione. Quando ancora nel suolo, esse crescono in diverse forme secondo la loro dimensione.
Un altro tipo viene trovato in scavi recenti nel fango giallo. Hanno catene montuose, incassate e forate in modo molto intricato. Anch’essa necessitano di una buona pulitura. Danno un suono esile quando percosse., ma il materiale è grigio chiaro, leggermente friabile ed abbastanza facilmente lavorabile. Non sono così buone come le lucenti e dure pietre provenienti dalla Montagna della pietra sonora. Devono essere protette dal vento e dal sole. Altrimenti, se lasciate a lungo alla luce del sole, ritorneranno bianche e la loro sonorità sparirà. Queste sono le fluttuanti pietre sonore del fiume Si
TAHIU – Trovate soprattutto nella vaste aree di drenaggio del lago Tai. Queste pietre sedimentarie sono dure ma fragili, con sottili differenze tra quelle prese nel letto del lago e quelle estratte nelle terre di diversi distretti nei dintorni. Quelle formatesi sotto l’acqua sono più pregiate per via del loro fresco morbido colore e e le loro molteplici collegate perforazioni prodotte sa anni di onde e corrosione dell’acqua.
Nel Yunlin Shipu ( Catalogo delle pietre della Foresta Nuvolosa), Du Wan scrive:
Le rocce di Tahiu nel Pingjian Fu (Jangsu meridionale) sono prodotte dalle acque del lago DongTing (un altro nome del Gran Lago, Tai Hu) Sono dure e lucenti con strane configurazioni di “occhi” cavi e picchi a tortiglione. Un tipo è bianco, un altro è bluastro-nero, mentre un altro è blu chiaro. Hanno una rete di disegni che sorgono dalla superficie. Tutt’intorno la loro pelle è coperta da piccole cavità, nate dall’azione del vento e delle acque. Queste vengono chiamate “nidi di paglia”. Quando queste pietre sono picchiettate, risuonano leggermente. Coloro i quali raccolgono queste pietre si tuffano con mazzuolo e scalpello in mano. Un lavoro molto faticoso. Quando un bell’esemplare è liberato viene avvolto da grosse corde e tirato su in una larga barca. Quelle rustiche sono più deficitarie nei loro caratteristici fori e fessure, sono migliorate con un lavoro di incisione e quindi invecchiate re immergendole, in modo che la pietra possa essere segnata dal vento e dalla pioggia e la sua superficie restaurata ad un’apparenza vitale.
YING ROCK – Prodotte nello Yingde, province di Guangdong e Guanxi, sono sedimentarie con depositi di calcite. Meno dure delle Lingbi sono sovente piene di scanalature con linee contorte e superfici intricatamente tessute. Pare rappresentino centinaia di colline e calli, e sono adatte a raffigurare panorami lontani. Molte Ying di alta qualità partono per il Giappone, America e altri paesi.
KUN ROCK – Trovate nella provincia di Kunshan Jiangsu sono fatte di cristalli formati nella dolomite da liquido siliceo che riempie i pori e tesse la rocce. Le pietre Kun sono molto valutate per la loro squisita apparenza cristallina e usate spesso come dono prezioso. La qualità diventa evidente solo dopo l’esposizione alla luce del sole per 5 o 6 giorni, seguita da ripetuti lavaggi del fango nei fori. Dopo centinaia di anni di estrazione sono diventate abbastanza rare, e il governo ha bandito lo scavo per il pericolo di smottamenti da erosione.
YELLOW WAX STONE- Sono rinvenute in molte parti del Guanxi e Ganxu ma non in grande quantità. Composto di andesite con silice o arenaria, paiono dure come giada. Sono dense e non perforate. Un elemento distintivo delle pietre cera gialla è la purezza del colore
PETRIFIED WOOD – Muhuashi derivano del legno bruciato nella terra cento milioni di anni fa, che si è silicificato nel tempo Lo xilema del legno è stato rimpiazzato da diossido di silicio, ma la tessitura del legno è rimasta. Il legno pietrificato è duro e la maggior parte di colore marrone o marrone-giallastro.
FENGLI – Prodotte nella provincia di Xinjiang, Mongolia interna, e nel deserto di Gobi sono pietre che sono naturalmente formate dall’azione del vento e della sabbia. In genere sono più piccole di 20 centimetri. Possono essere di: agata, giada, opale, quarzo, e il differente contenuto di materiali produce la varietà di colori.
PIETRE DEL FIUME ROSSO – queste rocce sono formate principalmente di quarzo e sono rinvenute nelle acque del fiume rosso nella provincia di Guanxi. Negli ultimi anni buoni esempalri possono essere rinvenuti solo nel letto del fiume 20 metri sotto la superficie e non in acque basse.
Criteri estetici
Mi Fu (Qing dynasty) stabilì un metodo di valutazione basato su questi 4 punti, considerati tradizionale e ancor oggi usati dagli esperti:
SHOU (sottile) – ZHOU (superficie con textura)
LOU (canali) - TOU ( struttura con fori )
Shou significa sottile, elegante, orientato verticalmente, eretto e solo. Il valore di shou lega a un’immagine di struttura interiore con i suoi processi chiaramente mostrati in superficie. Il concetto di shou non può essere separato da qi . Dato che la configurazione deriva da modelli di energia, uno sviluppo dall’interno all’esterno, una buona configurazione dovrà sempre essere riecheggiante dell’attiva crescita del modello.
Zhou significa rugosità e si riferisce alla ricca superficie tessuta e alle scanalature createsi dal delicato intaglio delle linee e dei rilievi che mostrano ritmi e cambi di forma. la tessitura della superficie, è una naturale fuoriuscita delle esemplificazioni esteriori di struttura . In questo senso, una superficie perfettamente liscia è naturale solo per configurazioni che hanno le dinamiche interne di una mongolfiera.
Tou – significa fori e aperture. L’aria e il chiaro di luna devono passare attraverso le sue aperture. La struttura foramifera di tou è inestricabilmente correlata a shou e zhou, ma è ancor più centrale all’universo cinese. Questo esisteva solo per il fatto di essere un costante processo di trasformazione. Ogni cosa va sia dentro che fuori. Le montagne (o rocce) rigettano e inghiottono le loro nebbie
Lou – Significa canali e altri tipi di perforazione che conferiscono un bellezza squisita alla pietra. I canali sono collegati gli uni agli altri come se un sentiero si snodasse attraverso la pietra.
Gli esperti moderni applicano un altro schema di criteri nel valutare una pietra_ Sono quattro:
Forma (xing) – materiale (zhi) – colore (se) – spirito (shen)
Facciamo caso che la “bellezza” non è inclusa !
Altri elementi sono ora da considerare nel valutare una pietra:
(Wan) tenace/robusto - (xiu) attraente -(zhuo) sgraziato -(chou) brutto
Questi termini possono sembrare paradossali però le pietre brutte hanno effetti insperati che scardinano i concetti estetici più tradizionali. Apprezzarli significa migliorare la nostra conoscenza.
Un pietra molto brutta ha un’unicità che trascende le concezioni tradizionali di bellezza formale
La pietra piace perché esemplifica il lavoro dell‘universo così bene, così coerentemente e con tale individualità senza fine.
Tu Wei-ming scrive “le rocce non sono oggetti statici ma processi dinamici con la loro particolare configurazione di cose energetiche. Non si deve andare molto lontano a suggerire che, con la sua visione della natura, noi possiamo ora parlare di diversi gradi spiritualità delle rocce”.

Spirito

Alcune pietre sembrano animate ed ispirate; altre manifestano concetti artistici – un’interiorità o rivelazione che provoca pensieri e cattura l’osservatore. Queste qualità sono in un certo senso soggettive, e finché i collezionisti occidentali possono fare attenzione a più oggettivi criteri che forma, materiale, e colore. Il loro fascino romantico (shenyun) e l’aspetto artistico (qiyun) sono anche aspetti che le rende uniche per la contemplazione e l’apprezzamento. Si dice che “una pietra, benché piccola, dovrà mostrare la sua intelligenza quando ha spirito”. Le pietre da esposizione possono sembrare essere in una stato attivo o in uno inerziale. Le rocce con inerzia portano serenità e calma come pure un senso di forza, mentre le più animate paiono volare, danzare, gridare, saltare. Nel mezzo della emozione e delle distrazioni della vita, è compito dell’amatore delle pietre cogliere questo momento.

 

Nuvola propizia-  Pietra cera – Yunnan
La roccia quale “radice delle nuvole” può sorprendere l’orecchio e la mente occidentale, ma è profondamente indicatrice di quella cinese. La roccia è una compressione del qi e l’artista ha una particolare capacità di rilevare  questa qualità dinamica

 

I bruciatori d’incenso hanno contribuito alla diffusione dell’apprezzamento delle pietre

 

Pietra Malachite- l’importanza del minerale e del colore nelle pietre in Cina è tra i punti più importanti da considerare.
Deriva anche dalle influenze alchemiche del passato. La morbidezza delle linee  e la purezza del colore fanno di questa pietra esposta a Pechino 2007 un esemplare eccellente

Pietre e alberi.
Il Penjing
Un esemplare in mostra al congresso BCI 2006 di Chencun. Pietra legno pietrificato (muhuashi) collezione a Dunhuang