Ormoni vegetali e possibili utilizzi come fitostimolanti e di brachizzanti nella coltivazione del bonsai.
Prof. Ferruccio Poli

 

La crescita delle piante, come quella degli animali, è regolata, fin dall’inizio del loro sviluppo quando il seme germina e produce una nuova pianta, da messaggeri chimici: gli ormoni.
Ma come si definisce la crescita?
Le cellule vegetali si accrescono per divisione e distensione cellulare
La crescita è un aumento di peso dovuto alla divisione cellulare e alla distensione delle cellule. Durante la distensione le cellule si differenziano cioè si specializzano formando i tessuti e gli organi.
Gli ormoni delle piante sono diversi da quelli degli animali:


ormoni animali vs ormoni vegetali

 

Animali

Piante

Sito biosintesi

unico

Vari

bersaglio

specifico

vari

Natura chimica

Polipeptidi
Steroidi

Piccole molecole

Range
concentrazione

20 - 50

103 - 104

Regolazione

Centralizzata

Non centralizzata

Stimolo ð ricezione ð risposta
Ma cos’è un ormone?
”un ormone è una sostanza che, essendo prodotta in una parte dell’organismo, è trasferita da un’altra parte dove influenza specifici eventi fisiologici”
Caratteristiche di un ormone:

  1. Essere una sostanza organica;

  2. agire a bassissime concentrazioni;

  3. avere un sito specifico di biosintesi;

  4. partecipare ad un preciso processo biochimico.

I principali ormoni vegetali sono:

  1. Auxine;

  2. Citochinine;

  3. Gibberelline;

  4. Acido abscissico;

  5. Etilene;

AUXINE
sono formate da una struttura indolica che è fornita dall’amminoacido triptofano.
Siti preferenziali di sintesi:
Meristemi attivi

  1. Apice del germoglio

  2. Embrione

  3. Cambio

  4. Frutto giovane

  5. Foglie

  6. endosperma

  7. cotiledoni

  8. polline

Dai siti di sintesi l’auxina viene trasportata al resto della pianta principalmente dall’alto al basso e per via parenchimatica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le CITOCHININE agiscono sulla divisione cellulare, sono ormoni tipici dei tessuti giovani e “ringiovaniscono” i vari tessuti.

 

 

 

 


                    

                     


Siti di biosintesi

Trasporto

Apici radicali

Xilema

Giovani frutti

Floema

Semi germinati

 

Effetti:

 

Divisione cellulare (+IAA)

 

Morfogenesi (+IAA)

 

Contrastano la dominanza apicale

Contrastano la senescenza

Le GIBBERELLINE agiscono sulla divisione e sulla distensione cellulare
Siti biosintesi

  1. Tessuti giovani (apice);

  2. Semi.

Trasporto

  1. Xilema;

  2. Floema.

Effetti

  1. Allungamento del fusto;

  2. Interruzione dormienza (semi,tuberi, gemme);

  3. Induzione enzimi durante la germinazione dei semi;

  4. Induzione fioritura piante longidiurne. 

Il nome deriva dal fungo Gibberella fujikuroi da dove fu per la prima volta isolata una molecola attiva.

 

L’ACIDO ABSCISSICO è l’ormone dello stress:

 

 

 

 

 

 

sito di biosintesi:

  1. foglie mature

  2. semi

  3. gemme

  4. tuberi

Trasporto

  1. Floema

  2. (xilema)

Effetti:

  1. chiusura stomi

  2. controllo della dormienza (induzione e mantenimento)

  3. geotropismo

  4. sintesi della proteina del seme

 

 

 

 

 

L’ETILENE è l’ormone della senescenza e della maturazione dei frutti
Siti di biosintesi:
quasi tutti i tessuti sotto stress
tessuti senescenzi o in maturazione
Trasporto:

  1. diffusione

Effetti:

  1. abscissione di foglie e frutti

  2. senescenza

  3. maturazione dei frutti

Recentemente gli ormoni vegetali vengono utilizzati in agricoltura e vivaistica per influenzare e moderare alcuni processi di crescita e sviluppo delle piante. In particolare, possono influenzare :
la radicazione, il differenziazione a fiore delle gemme, lo sviluppo vegetativo, l’allegagione, il diradamento dei frutti,  il miglioramento delle caratteristiche qualitative.
Ad  esempio l’uso di brachizzanti su piante di pero ha diminuito la lunghezza dei rami in piante di pero con un aumento della produzione di frutti
(Dipartimento di coltivazioni arboree Università di Bologna).

L’uso di Prohexadione-Ca, un agente brachizzante ha determinato su alberi da frutto e su alcune piante da vivaio la riduzione della crescita dei germogli un rallentamento dei processi di invecchiamento, una riduzione della caduta dei frutti e una riduzione dell’attacco di parassiti.
Altri agenti nanizzanti sono stati utilizzati  sul frumento, pomodoro, piante da fiore, e tappeti erbosi per diminuire l’incidenza dei tagli ( CCC Clormequat, CC Cycocel 5c,Daminozoide  o alar 85)
I composti del tipo Flurprimidol, idrazide maleica, mefluidide ecc sono stati utilizzati per contenimento vegetativo su piante da vivaio (Giorgini 1993)..
Complessivamente si può concludere che gli agenti nanizzanti non danno una riduzione costante ed omogenea nelle varie piante sia per la via di somministrazione (aerea) che per l’assorbimento.
Per cui sono, al momento, di difficile applicazione come brachizzanti per coltivazioni come i bonsai dove l’armonia e l’equilibrio tra le diverse parti risultano fondamentali.