L’apparato radicale
dalla relazione del XXIV° ArcoBonsai 2009
di Luca Bragazzi

Di estrema importanza per la riuscita di tutte le tecniche bonsaistiche, è il perfetto stato di salute e vigoria di tutti gli organi vitali. La posizione all’interno del vaso e, il fatto di non poterlo osservare direttamente, lo vedono spesso trascurato e poco tenuto in considerazione . La maggior parte dei problemi  dell’apparato radicale derivano proprio da questa condizione di non visibilità. Le conoscenze morfologiche e fisiologiche e le esigenze agronomiche che lo caratterizzano, permettono di gestirlo nella maniera più corretta, evitando problemi fisici e patologici tipici degli esemplari coltivati con superficialità (fig.1).

I peli radicali crescono e muoiono in continuazione, succedendosi sempre nei pressi della cuffia apicale fino a pochi cm dietro ad essa. Questo garantisce la presenza di organi sempre giovani ed efficienti durante le fasi di assorbimento di acqua e nutrienti in essa disciolti. La loro presenza, ha lo scopo di aumentare di centinaia di volte la superficie utile assorbente.
Funzioni

  • E’ la parte morfologica tra le più importanti dell’intero sistema vegetale.
  • Ha il compito di assorbire l’acqua e gli elementi della nutrizione in essa disciolti.
  • E’ la principale via d’ingresso nel sistema vegetale che conduce ai fasci xilematici.
  • Esplora il substrato cercando nuove zone ricche di nutrienti ed acqua, cercando di evitare le zone di “esaurimento nutritivo”.
  • E’ in grado di instaurare rapporti simbionti con funghi micorrizici.

Il rinvaso
Di fondamentale importanza per la salute dell’apparato radicale, la pratica del rinvaso è l’unica tecnica che ci permette di controllare la salute delle singole radici.
Questo serve a:

  • Ristabilire le condizioni chimico-fisiche del substrato all’interno del vaso: ABITABILITA’.
  • Rinnovare l’apparato radicale tramite la potatura e l’emissione di nuove strutture radicali.
  • Adeguamento del substrato in base ai diversi stadi di coltivazione.
  • Risanare condizioni patologiche dovute a marciumi.

 

  Periferia dell’apparato radicale: maggior quantità d’aria - maggior sviluppo strutturale
  Il colore bianco indica una crescita corretta, dovuta ad una perfetta respirazione radicale
  Zone marroni: mantello corticale lignificato non assorbente. Zone bianco-giallastre: tessuto meristematico in crescita assorbente.
 

L’apparato radicale è lo specchio della parte aerea:

ABBONDANTE PRESENZA DI CAPILLARI = ABBONDANTE RAMIFICAZIONE AEREA PERIFERICA
 

Qui di seguito sono riportate una serie di domande frequenti che mirano ad eliminare i principali dubbi legati alle fasi di rinvaso:
D:    E’ corretto liberare interamente l’apparato radicale dal vecchio terriccio?
R:     E’ un’operazione effettuabile “una tantum”, essendo fortemente stressante per la pianta, solitamente si attua ogni 3-4 rinvasi. Per le conifere non è mai proficua per la presenza di micorrize e si adotta il metodo degli spicchi. E’ indispensabile per sanare apparati con problemi di marciume.
D:    E’ corretto lavare l’apparato radicale dal vecchio terriccio con acqua corrente?
R:     E’ indispensabile per pulire gli spazi più interni, per allontanare residui infetti di radici e/o di micelio fungino patogeno. Tale operazione è da effettuarsi nelle ore più miti della giornata, per avvicinare la temperatura (t°) dell’acqua a quella atmosferica e per ridurre lo shock termico alle radici.
D     Dopo quanto tempo una pianta si può considerare attecchita dopo le fasi di trapianto?
R:     Una pianta rinvasata ripristina la sua autonomia d’assorbimento dell’acqua dopo circa 10-15gg, in questo periodo dev’essere protetta da sole, vento e alte temperature notoriamente nemiche delle condizioni di alte percentuali di umidità relativa.
D:    Quali sono le modalità con cui abituare una pianta alle condizioni ambientali esterne?
R:     Dopo circa 20 gg dal trapianto, la pianta dev’essere abituata alle condizioni esterne con gradualità. Se custodita in serra fredda, questa verrà lasciata aperta solo di giorno per i primi 4 giorni e chiusa di notte, dopo, per altri 4 giorni lasciata aperta sempre ed infine la pianta verrà uscita all’imbrunire, nel momento in cui la t° interna della serra si equipara a quella esterna.
D:    Dopo quanto tempo la pianta può essere concimata?
R:     Dopo essere stata rinvasata, una pianta può incominciare ad assorbire elementi della nutrizione dopo circa un mese e mezzo, somministrando quantità in modalità normale per il primo turno, per poi passare alla modalità intensiva.
Il rinvaso ci permette di mantenere alto lo stato di vigore dell’intero vegetale. Insieme alle tecniche di selezione e miscelazione dei substrati, consente di prevenire stati patologici radicali spesso incontrollabili e letali.