GLI ORMONI E L’UTILIZZO IN TECNICA BONSAI

Di Luca Bragazzi

 

 

Lo sviluppo vegetativo è inteso come un processo graduale e di progressive trasformazioni in dimensioni, struttura e funzioni.
La crescita è intesa come un aumento di dimensioni e peso.
Quest’ ultima è parte integrante dello sviluppo e comprende:
DIFFERENZAZIONE:
Specializzazione delle cellule alle diverse funzioni
MORFOGENESI:
Differenzazione degli organi
Nell’ambito di questi contesti entrano in gioco gli ORMONI.
Terminologia:
FITOREGOLATORI:
sostanze endogene e esogene capaci di influenzare i processi fisiologici all’interno della pianta.
ORMONI DI CRESCITA:
sostanze che influenzano il processo di crescita.
CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ORMONI:

  • Non sempre sono prodotti quando servono, in quanto possono essere immagazzinati.
  • Il sito d’azione non è sempre lo stesso di quello d’origine.
  • Lo stesso ormone può dare effetti diversi in base all’organo su cui agisce.
  • Agiscono a livello molecolare abassissime concentrazioni.

AUXINA
Il primo e il più importante ormonevegetale scoperto.

  • E’ presente nei tessuti vegetali cellulari.
  • E’ responsabile dell’elongazione cellulare nei germogli primaverili.
  • E’ anche conosciuto come Acido 3 Indolacetico(3-IAA) che è l’auxina presente in natura.

Gli effetti fisiologici dell’Auxina riguardano:

  • L’elongazione e divisione cellulare e la
  • loro differenzazione.
  • Dominanza Apicale
  • Inibizione dell’abscissione autunnale.
  • Inibizione della maturazione dei frutti.
  • Fototropismo positivo nella foglia e negativo nelle radici.

L’ Auxina è modulata dal calcio.
Quest’ultimo microelemento interviene nel processo Formazione – Risposta e il suo ruolo è quello di amplificatore.
Piani di concimazione, opportunamente ricchi di microelementi aiutano nelle fasi di amplificazione primaverile.
GIBBERELLINE
Scoperto in Giappone per la prima volta, questo ormone prende il nome dal fungo da cui fu isolato Gibberella Fujikoroi che induceva nel grano la produzione di una sostanza che ne faceva allungare il fusto fino all’allettamento e aumentava la produzione dei semi.
L’ormone in questione fu utilizzato per migliorare le fasi di meccanicazione del raccolto.
Le Gibberelline inducono una crescita intesa come distensione cellulare. Ciò comporta una reazione nel vegetale in termini di aumento dei diametri e della fioritura nelle specie da fiore e frutto con conseguente maggior lignificazione.
Anche le Gibberelline come le Auxine, utilizzano il calcio come amplificatore, inoltre stimolano la mobilità del K all’interno della pianta.
Prima del risveglio in primavera, inducono la mobilitazione delle riserve, che saranno di base per il lavoro che svolgerà l’Auxina.
Ad oggi sono presenti 89 forme di Gibberelline.
CITOCHININE
Ormone della crescita responsabile della divisione cellulare inducendo la formazione di germogli (gemme latenti).
Sono prodotte a livello radicale e tramite trasporto passivo (Xilema) vengono trasferite negli apici aerei.

ACIDO ABSCISSICO

Inibitore della crescita, è considerato il precursore della senescenza fogliare e quindi anticipatore dell’Etilene.
Antagonista dell’Auxina ne contrasta l’effetto di accrescimento.
Si accumula durante gli stress idrici, durante i quali la chiusura degli stomi ad opera di ABA, ne determina la sopravvivenza perché ne riduce le perite di acqua. L’ABA, infatti è legato alle cellule di guardia responsabili delle aperture o chiusure stomatiche.
Le piante lo utilizzano come deterrente conto attacchi patogeni di tipo entomologico.
ETILENE
Denominato anche “ormone della morte”, perché legato a situazioni di forte stress e agli organi marcescenti.
È l’unico ormone vegetale gassoso dall’odore pungente capace di influenzare negativamente organi sani limitrofi.
In commercio esistono già da molti anni prodotti definiti “ormono-simili” o “auxino-simili”, capaci di indurre risposte vegetative maggiori rispetto alla normalità.
Questo, in molti casi risulta essere un problema, in quanto le auxine conferite in eccesso si coniugano tra loro, assumendo una forma non più stimolante ma inibente. La crescita in questi casi riprende solo dopo la degradazione della forma coniugata dopo due – tre anni.
Gli ormoni inibitori, in questi casi possono essere prodotti ed indurre ritiri di linfa o morte nei casi più gravi.

La conoscenza delle dinamiche di utilizzo da parte delle piante di queste sostanze, è di importanza fondamentale per la formazione della ramificazione in un bonsai. Il ruolo degli ormoni è sfruttato nella tecnica dei rami di sacrificio in cui, grazie proprio alla crescita incontrollata, il loro effetto è meglio messo in evidenza.