BONSAI OTTENUTI DA ALBERI RACCOLTI IN NATURA

Tra i tanti sentieri che il bonsaista può percorrere nella costruzione del proprio esemplare bonsai esiste anche quello di iniziare con il materiale di partenza fornito da madre natura: l'ARAKI.
ARAKI e' il nome che i Giapponesi danno ad una pianta che vive in natura e che ha in se' buone caratteristiche per divenire un bonsai.
Questo materiale di partenza manipolato e migliorato, e qualche volta anche quasi totalmente ricostruito, se portato a livelli di superiore bellezza e raffinatezza diverrà un bonsai...e cioè: o rassomiglierà a un maestoso e possente albero che vive solitario nella pianura, o simulerà un leggiadro albero che nonostante la sua forma stilizzata e scarna si è barcamenato bene tra venti e intemperie tra le profonde gole di una valle, oppure ancora rappresenterà sembianze di una essenza che per sua sfortuna e' nata e cresciuta in un anfratto di un dirupo e si e' modellata in forma e dimensioni, con aspetto prostrato e cascante, contro le pareti della roccia e cosi' via...

Premessa

Perché si raccolgono gli alberi in natura?

Loro raccolta = risparmio di tempo nella costruzione del materiale, tronco grosso, interessante attacco delle radici; forme interessanti e sempre diverse che non cadono nella banalità' e nella ripetizione.

Permesso raccolta

E' bene ricordare che non si può fare la caccia selvaggia di alberi in matura, anzi è vietato, dunque prima di raccogliere un albero in satura è bene interpellare: Corpo Forestale o proprietario del fondo.
D'altronde basta pensare che ciò che raccoglie l'amatore di bonsaiè di solito un albero di scarsa importanza forestale, Piccoli soggetti magari deturpati da calpestio di animali (greggi o mandrie) o alberi rovinati da situazioni ambientali naturali, quali sovraccarichi di neve o smottamenti di terreni. Eventualmente in cambio della raccolta di un simile esemplare ci si può rendere disponibili per l'impianto e la messa a dimora di soggetti che il Corpo Forestale dello Stato fornisce gratuitamente,...come si può notare basta la buona volontà da ambo le parti.

Scelta del soggetto

La scelta del soggetto cade su un particolare albero per le seguenti caratteristiche. bell'aspetto nell'insieme, un ottimo araki con bel tronco, buona disposizione dei rami; bel piede dell'albero o buon attacco delle radici, chioma non notevole ma ricostruibile e bel tronco che si può migliorare.

Difficoltà di raccolta

Escludiamo cenge su roccia a strapiombo, pericolose per il raccoglitore, radici in fessure su rocce, difficili da recuperare integralmente
Radici troppo lunghe ed espanse con poche radichette terminali: scarse radici significano difficoltà di attecchimento.

Aspetto del terreno

L'aspetto del terreno , la sua consistenza e granulometria ci può suggerire o anticipare qualcosa sullo stato delle radici:
Compatto terreno molto omogeneo, poco aerato, possibilità di trovare radici molto lunghe.
Di sbancamento abbastanza aerato data la granulometria più elevata, quindi radici abbastanza ricche di radichette.
Riva del fiume, sabbia e ghiaia molto buona la granulometria e l'ossigenazione del terreno, molte piccole radici.
Roccioso e anfratti radici che imbrigliano la pietra o si infilano nelle fessure, crescono strozzate dal poco spazio e sono povere di radici nelle immediate vicinanze del tronco.
Pane di terra su pietra piatta = ottimo, in esso di solito le radici si sono disposte a raggiera.
Sottobosco poco aerato e illuminato, facile trovare lunghe radici se il terreno e' fresco e umido.

Tecnica di raccolta

Se il pane radicale e' ricco di piccole radici nelle immediate vicinanze del tronco, tagliare la zolla ed eseguire l'operazione in un solo passo.
Se le piccole radici sono poche e non si e' sicuri della loro consistenza si può operare nel seguente modo: costruzione della zolla asportabile mediante accorciamento del 50% delle radici (es.: due lati del quadrato), sabbia e torba, eventuale sacchetto di cellophane .
Se le piccole radici al piede del tronco si devono rinforzare e infoltire, costruirle in sacchetto di polietilene )
Apporto di concime organico per aiutare la ripresa, sangue in polvere e cornunghia sono consigliabili perché naturali e vengono assorbiti lentamente nel tempo (quindi più adatte per una pianta che vive in natura e ha sempre dovuto cercare a proprie spese il sostentamento).

Imballaggio e trasporto

Prelevare parte del terreno dove vive la pianta, specialmente se e' una conifera per portare via anche i microrganismi che vivono in simbiosi con l'albero. Più microrganismi e miceli riusciamo a recuperare meno traumatico sarà il trapianto e il futuro attecchimento.

Periodo di raccolta

Il periodo di raccolta consigliabile e' la fine inverno inizio primavera.
Questo chiaramente dipende molto dalla latitudine in cui si raccoglie la pianta e soprattutto dal clima del luogo dove essa risiederà una volta raccolta.
Io personalmente consiglio l'inizio della primavera perché le mie esperienze di raccolta sono state eseguite in Piemonte a nord di Torino, una parte del nostro territorio che ha le seguenti caratteristiche: primavera e inizio estate abbastanza umidi, fine estate e inizio autunno abbastanza umidi; ciò andrebbe molto bene per il bonsai, ma il neo negativo della faccenda e' che da meta' ottobre può capitare la brinata senza preavviso e l'inizio delle gelate.

Da quando inizia a gelare (fine ottobre/inizio novembre) sino a marzo la temperatura e' di solito abbastanza bassa e soprattutto il terreno, dato che si raffredda troppo, si riscalderà più lentamente la primavera successiva.
In situazioni simili, se il soggetto raccolto non e' riuscito a produrre un consistente apparato radicale prima del freddo (periodo nel quale l'albero abbassa il suo metabolismo quasi a zero), può capitare che con il primo
tepore primaverile, in genere si risvegliano prima le gemme delle radici, e così facendo iniziano a consumare le sostanze di riserva immagazzinate (nei raggi midollari di tronco e rami), le radici, poche e allo stato embrionale, fanno fatica a dare il loro giusto supporto.
 

Conclusione: la mancata sincronizzazione di lavoro tra gemme e radici per il loro mutuo e reciproco scambio di lavoro viene meno e l'albero muore.

Periodo post raccolta

Se equilibrio tra rami e radici e' sbilanciato, asportare quasi totalmente la parte aerea, anche a costo di sfoltire drasticamente la chioma. Stuccare con disinfettante le grosse cicatrici. Non esporre in pieno sole o al vento per almeno un mese.
In Giappone un albero che vive in montagna quando e' prelevato quale materiale per bonsai viene lasciato per ancora almeno un anno nel luogo dove e' nato (albero trapiantato in contenitore dopo il prelievo, e poi contenitore interrato in loco), per evitare bruschi cambiamenti di altitudine.
Per i cinque anni successivi si fa solo rinvigorire l'albero, per creare materiale (rami e rametti su cui operare). Per la mia esperienza penso che già due o tre anni siano sufficienti.

Sistemare per posizione finale con l'aiuto di filo metallico e cunei.

Impostazione

Per quel che riguarda la futura forma o lo stile dell'albero MADRE NATURA l'ha già costruito bene.......Noi dobbiamo solo migliorarlo!

E non viceversa buon lavoro a tutti.