LA DECORAZIONE DEL MICRO-AMBIENTE NEL VASO BONSAI

 

Prof. Giovanni Genotti

Una passeggiata in montagna ammirando la natura e considerando i vari aspetti di questa che si integrano per creare un'immagine entusiasmante, talvolta mozzafiato, suggerisce l'idea che quando noi costruiamo i nostri bonsai varrebbe la pena riprodurre nell'ambiente del vaso, oltre l'albero, la flora minore, cioè le piccole cose che comunque con le loro forme e colori aiutano ad interpretare e vedere l'immagine dell'albero stesso nel contesto in cui siamo abituati a vederlo in natura. Queste passeggiate in montagna sono quindi di grande aiuto e già nella passeggiata si possono scoprire delle piccole erbe, fiorita o no, con forme graziose e interessanti che si possono raccogliere e coltivare come piante da compagnia. queste possono essere usate sia nel vaso bonsai, che in un piccolo vaso a parte come spesso i giapponesi fanno, aumentano l'effetto suggestivo dell'insieme e sono comunque una gioie per gli occhi.

Adesso vedrò di illustrare questo concetto e farò delle annotazioni sul come utilizzare al meglio queste piccole piante.

  Anaciclus depressus è Il nome di una piccola margherita con i fiori dalle ligule rosse e bianche; si adatta bene ad abbellire del bonsai di carpino, di zelcova e altre latifoglie.

  Altri vegetali, se così vogliamo chiamarli, che integrano bene l'immagine del bonsai sono i muschi e i licheni. Spesso diventa difficile il moltiplicarli o farli crescere bene nel vaso. Se si usa un substrato di sabbia, sul quale si colloca della terra d'erica, i risultati dovrebbero essere ottimi, come li ho avuti io che sono riuscito a moltiplicare e a tener vivo sia il muschio che il lichene.

Un'erba interessante è l'Artemisia smithiana di colore grigiastro, felpato quasi; questa pianta col suo colore si presta bene all'unione con querce e faggi, che chiedono un'esposizione molto soleggiata.

Il Senecio, in questo caso il Senecio uniflorus, è un'erba che vive attorno ai 1800 metri e si presta anche molto bene alla decorazione e all'uso, quando è carico di fiori offre un aspetto incredibilmente bello

Dei piacevoli fiori campanulati ha l'Hebrainthus che produce una vegetazione di dieci o dodici centimetri ed è molto gradevole: i fiori sono azzurro violacei.

Anche delle piccole felci si prestano al nostro uso:

L'Asplenium ruta muraria è una felce appunto alta non più di cinque centimetri ed estremamente decorativa. Ha delle esigenze di terreno in quanto, come la maggior parte delle felci, è acidofila; in natura vive sui muri a secco tra i 900 ed i 1000 metri. Una piccola malizia per tenere acido il terreno e quindi ottenere un substrato ideale, è quella di mettere sul fondo del vaso dei pezzetti dl corteccia di pino o di larice, questi degradandosi lentamente producono una modificazione del pH verso l'acido che compensa quindi l'eventuale durezza dell'acqua e la conseguente presenza del calcare. In questo modo è assicurata la condizione ideale per la sopravvivenza delle piante acidofile. Si presta ad ingentilire sia pini che larici, come anche le caducifoglie.

Anche le cosiddette piante grasse servono bene, il Sempervivum aracnoides è una pianta che dà molte soddisfazioni, esistono molte varietà, lo stelo che regge i fiori può essere colore rosa arancione o verde e forse quello verde è perfino più indicato In quanto c'è migliore contrasto.

Il Dianthus alpinus è un piccolo garofano selvatico che si trova In montagna dagli 800 fino ai 2000 metri.

L'Aquilegia flabellata è un'altra pianta utile per la decorazione del bonsai o per la preparazione di piccoli vasi a parte. A differenza delle aquilegie che si trovano spontanee, questa è solo alta dieci - dodici centimetri e quindi le sue dimensioni sono più indicate.

Persino alcune varietà di viole si prestano al nostro scopo. Una di queste è la Viola hirta che sopporta bene la vita in vaso, perché non si moltiplica per stolone, in compenso ha una fioritura molto piacevole, delicata, pastellosa.

L' Artemisia dioica vive in montagna relativamente alta, perlomeno sulle nostre montagne del Piemonte, è piccola di statura e porta dei fiori poco appariscenti, però il colore grigio delle sue foglie è molto decorativo e si presta ad essere associato a dei larici.

Anche la Primula lrsuta fa bella mostra di sé con i suoi fiori, nei piccoli vasi d'accompagnamento, esige terreno acido e, una cosa che non sopporta, è che il terreno si scaldi troppo durante l'estate, per cui va riposta, dopo la fioritura, in un luogo fresco.

La Gentiana acaulis purtroppo è una pianta molto delicata e difficile da coltivare in vaso. Però se si riesce, da delle grandi soddisfazioni, specie se messa in un vaso molto basso; direi che meno terra c'è meglio è, e si moltiplica e s'infittisce con dei fiori molto belli.

Il “Polipodium volgare” con Il suo rizoma si estende e cresce bene ed è piacevole da vedersi. E' noto come la liquirizia dei montanari, che si rosicchia quando si ha molta sete, il suo piacevole gusto, amarognolo e dolciastro contemporaneamente, solleva dalla sensazione di sofferenza. Come tutte le felci si presta a decorare qualsiasi bonsai, però, secondo me, è più Indicata per i bonsai fioriti.

Festuca ovini di piccole dimensioni, è molto adatta alla decorazioni. Si adegua bene a vivere in vaso ed anche quando Il terreno è poco, continua a vegetare rigogliosamente.

Anche le piccole azalee si prestano bene; e con Il colore dei loro fiori decorano ed ingentiliscono un bonsai di caducifoglie verdi. Una cosa importante, dal momento che sono piante acidofile, è conservar loro Il pH adatto e questo si ottiene, come dicevo prima, con corteccia di pino e soprattutto cercando dl evitare dl usare dei vasi di coccio in quanto a causa dello scambio ionico che si effettua tenda a modificarsi Il pH e a divenire inadatto. Usare quindi del vasi di plastica o altri smaltati.

Persino il Timo volgare si presta bene. E' una pianta ad ampio areale di sviluppo, dal livello del mare fino ai 1000- 1500 metri e si adatta bene al nostro scopo. Esistono sia la varietà bianca che quella viola rosato. Dopo la fioritura viene potato drasticamente, ricaccia e quindi si conserva in piccole dimensioni.

La "Sassifraga” esigente d'acqua e di umidità atmosferica si trova In montagna sui muri a secco vicino a cascatelle o a ruscelletti ed è molto decorativa. nonostante sia così esigente d'acqua, non si deve lasciare l'acqua sotto Il vaso per impedire che si produca marciume radicale.

La Coronilla emerus è una leguminosa, si trova tra i 400 e gli 800 metri nei boschi e fa un piacevolissimo fiore giallo; può sopportare delle potature, per cui anche in questo caso dopo la fioritura si pota e la si tiene di piccole dimensioni.

La Luzola nivea è un'altra delle piante adatte al nostro uso. La sua struttura a scagliette la rende di una forma interessante e piacevole.

L'Oxalis adenophilla è una pianta che non si trova facilmente spontanea, però si può comprare ed è decorativissima. Si accompagna bene a tutte le caducifoglie in virtù della sua forma e del colore che la rendono molto adatta.

Una pianta leggermente legnose è l'Artemisia canescens che si trova nel vivai e che ha un interessante colore grigiastro, quindi esigente di sole ed è estremamente decorativa. E' ovvio che per migliorare la credibilità dell'ambiente che si va creando, si adatta bene a piante che richiedono anch'esse condizioni molto soleggiate.

Persino la fragola dì bosco la Fragraria vesca coltivata in vaso, riduce le dimensioni, fiorisce e fruttifica ed è delicatamente decorativa. Per raccogliere questa pianta in natura nei boschi, conviene non prendere la pianta intera, bensì un tratto di stolone con una gemma. Dove questa gemma tocca il terreno forma delle radici e, raccogliendole in questo modo, c'è la possibilità dì avere un apparato radicale raccolto e le foglie di ridotte dimensioni. Messa in vaso in queste condizioni conserva la miniatura.