IL BONSAI NELLE HAWAII E IN CALIFORNIA

Pius Notter- Presidente dello Schweizer Bonsai Club - Schinznach.

 

Per prima cosa saluto tutti i presenti e mi rammarico di non poter parlare in italiano perché a noi in Svizzera insegnano il francese e non l'italiano, almeno nella Svizzera tedesca. Vengo qui nel paese del sole che noi del nord amiamo moltissimo e sono curioso di vedere e conoscere da vicino il mondo del bonsai italiano poiché finora ne ho sentito parlare, ma lo conosco abbastanza poco.

Conosco solo Carlo Oddone attraverso le chiacchierate fatte con un amico svizzero e penso che questa sia la ragione per cui sono stato invitato, e conosco il signor Giorgi incontrato durante le riunioni della Associazione Europea e naturalmente il signor Mario Gomez che sta traducendo qui la mia relazione, perché ci siamo incontrati ad Heidelberg in Germania.

Oggi desidero farvi vedere come vengono, realizzati i bonsai in un'altra parte del mondò, cioè nelle Hawaii ed in California. Prima di questo però voglio tracciare una breve storia, o perlomeno inquadrare la situaziorle del bonsai in Svizzera, dove posso conoscerla bene perché la Svizzera è piccola. Abbiamo fondato l'Associazione nel 1982 ed ha avuto un grande successo poiché ora conta ben 2000 soci. Il nostro Club è articolato su un gran numero di gruppi di lavori sparsi in tutte le città. Non si tratta per la verità di club che poi a loro volta aderiscono alla Associazione centrale, ma proprio un unico Club con delle diramazioni.

Da parecchi anni sono in contatto con gli esperti internazionali e molto spesso viaggio per andare a fare conferenze o dimostrazioni; mi porto dietro la macchina fotografica e quindi ho l'occasione di immortalare su pellicola molte dei bonsai che sono stati fatti qua e là per il mondo c'è così tra l' altro, la possibilità di venire a contatto con tecniche nuove o comunque diverse da quelle più o meno tradizionali e conosciute. Il lavoro che viene fatto, ad esempio. nelle Hawaii ha delle precise caratteristiche.

Quando si pensa alle Hawaii, generalmente si pensa alle loro spiagge bianche e alla loro atmosfera di vacanza. Bisogna dire che esiste anche un movimento molto intenso intorno al bonsai. A causa della diversità della flora, anche i bonsai hawaiani naturalmente finiscono con il costituire una scuola tutta a parte, con dei personaggi noti, come ad esempio Papà Kaneshiro, che è considerato il maestro in questo angolo del mondo. Delle piante molto usate, oltre a quelle più simili a quelle della nostra flora, sono la Brassaya e la Shefflera, che vengono coltivate su situazioni laviche esattamente come si può trovarle nell' ambiente naturale.

Lo stesso vale per la Cycas revoluta, che viene raccolta piccola e se ne fanno composizioni su roccia. La situazione climatica è così diversa dalla nostra che si verificano poi situazioni paradossali: infatti, mentre la maggior parte della loro flora si presta qui da noi a fare dei bonsai da tenere in appartamento, un albero considerato fenomenale nella Hawaii è un bonsai di Pinus thunbergi, che come pianta non avrebbe nulla di speciale, tolto il fatto che sopravvive da trent'anni in un ambiente che non è il suo. Per potersi verificare una cosa del genere l'albero ha dovuto scendere ad una sorta di compromesso, rinunciando quindi alla fase di riposo che nei nostri climi è tipica per l'inverno.

Geograficamente la situazione delle Hawaii è molto varia: Si va, come è ovvio, dal livello del mare a delle montagne alte più di 4000 metri. Questo porta ad avere una considerevole varietà nella flora .Le zone però che si prestano meglio a dare materiale per bonsai sono quelle delle valli o delle isole umide, dove la natura è estremamente rigogliosa. Siccome prevalgono gli alberi di ficus ci sono le condizioni perché si formino delle radici aeree e ciò dà agli alberi una fisonomia particolare ed un fascino eccezionale.

Tra le persone importanti nel bonsai bisogna ricordare David Fukumoto che è un personaggio del tutto particolare. Egli riesce ad unire l'utile al dilettevole, presentandosi come un valente artista e, nello stesso tempo, un abile commerciante nel campo del bonsai.

Una delle sue idee più brillanti e redditizie è stata quella di piantare la Brassaya su dei pezzi di lava, creando così dei piccoli angoli di natura hawaiana che hanno conquistato il mondo; anche perché queste piante vivono fuori della terra e quindi possono essere esportate ovunque superando le leggi fitosanitarie. Queste composizioni sono vendute letteralmente a milioni, particolarmente in America, ed hanno preso il nome di "Fukubonsai". 

A causa del ricco contenuto minerale della lava, praticamente viene fornito regolarmente al bonsai il nutrimento necessario, non si richiedono quindi fertilizzazioni e, data la loro natura, Brassaya e Shefflera, vivono bene così praticamente solo appoggiate su questi gnocchetti di lava.

La maggior parte degli alberi hawaiani ha delle vistose radici aeree: Fukumoto riesce a riprodurle nelle piccole dimensioni del bonsai, sia di Ficus che di Shefflera; caratteristica che in Europa difficilmente possiamo ottenere a causa della scarsa umidità dell'aria e, tutto considerato, ci manca anche l'ispirazione a farli poiché da noi non esistono tali alberi da prendere a modello.

Visitando il vivaio di Fukumoto ci si rende conto di quanto poco tempo occorra per ottenere dei soggetti interessanti e commerciabili. Nel caso della Shefflera i semi sono posti direttamente nelle screpolature di piccoli pezzetti di lava ed in poche settimane sonogermogliati. In due mesi l'alberetto ha già un gradevole aspetto, con foglie piccole, che resteranno tali anche in seguito.

Cinque mesi dalla semina il soggetto viene collocato in un pezzo più grande di lava, nel quale è stato praticato un foro adatto ed il piccolo fuku-bonsai è fatto. Nei tre giorni della mia permanenza presso il vivaio ho visto cinque donne lavorare dal mattino alla sera per preparare questo materiale per l'esportazione; a questo ritmo,qualcuno obietta, presto non ci saranno più sassi di lava a sufficienza per una tale produzione.

Nelle condizioni dovute al nostro clima secco le Shefflere non possono crescere con la stessa velocità e vivere altrettanto bene che in quelle isole, perciò Fukumoto raccomanda di toglierle dalla lava e coltivarle in un contenitore con normale terriccio. Anche nelle Hawaii si raccolgono alberi in natura: la specie maggiormente utilizzata è una varietà di "etrosideros, che però una volta esportata non vive bene. Il suo fiore è uno splendido ciuffo piumoso di colore rosso. Continuando il mio viaggio per il mondo alla ricerca di forme d'albero da usare come ispirazione, ho trovato in California uno degli ambienti più interessanti. Le ampie escursioni termiche, la natura del terreno e della flora ed il vento che batte le zone costiere, hanno creato degli esemplari eccezionali che gli appassionati locali hanno riprodotto nei loro bonsai. Il punto di partenza è di solito un soggetto raccolto in natura: prevalentemente ginepri o pini.

Si tratta di materiale con un potenziale enorme che si presta bene a dare bonsai che riflettono la terribile lotta per la vita combattuta realmente dai loro fratelli più grandi. Il senso di movimento e l'aspra forma di questi esemplari viene ottenuta con interventi talora molto drastici di potatura, torsione e con profonde incisioni e fratture nel legno nudo.

Qui si comprende come l'osservazione attenta dei modelli in natura aiuti l'amatore. Ogni dettaglio e non solo l'impressione dell'albero nel suo insieme va considerato e realizzato poi con accuratezza nel bonsai in formazione; così il ricordo degli scenari rudi e talvolta drammatici visti all'aperto viene rivissuto ammirando gli esemplari di questa, che potremmo chiamare "scuola californiana".

Sono perlopiù soggetti di dimensioni notevoli e si prestano perciò a manipolazioni audaci come quelle che esegue Dan Robinson, con grossi scalpelli e motosega. I risultati sono veramente degni di un artista.

D'altra parte tutto qui è grande: dalle Sequoie del Parco Nazionale all'imponente fico di Santa Barbara, alle montagne della Sierra Nevada, dove si possono trovare vecchissimi ginepri miniaturizzati da decine di anni di bufere ed incredibili esemplari di Pinus aristata, cui si attribuisce un'età in millenni.

L'aspetto più interessante della California, per quanto concerne il bonsai, è forse proprio questa atmosfera severa, dura e caparbia che si vive nella natura del luogo e che accende la fantasia, aiutando a realizzare soggetti ricchi di "carattere" e di forza.