Werther Paccagnella

li genere Ficus è rappresentato, più o meno densamente, quasi ovunque nella fascia temperata-tropicale del globo, con un numero imprecisato di specie che varia, a seconda dei testi, da 800 a 2.000.

La vitalità e soprattutto il portamento di alcune di queste specie hanno contribuito ad alimentare superstizioni e credenze presso vari popoli, particolarmente in Asia. Il Ficus è considerato un albero sacro presso i buddisti, ma è adorato, o quanto meno rispettato, anche dagli appartenenti ad altre religioni dell'india, Birmania, Thailandia, Isola di Bali, Shri Lanka, ecc. ed è ritenuto, in vari altri paesi, la dimora di spiriti talvolta buoni, talaitra tremendi. io stesso, come ho avuto modo di riferire sulla rivista Bonsaitalia, sono stato protagonista di un episodio cruento in un'isola delle Filippine che tutti, compreso il medico che mi curò le ferite, attribuirono agli spiriti che albergavano in un alberello di Ficus che avevo tentato dl sradicare dalla roccia corallina dov'era abbarbicato tenacemente, per farne un bonsai della mia collezione.

Le specie che suscitano sentimenti religiosi o superstiziosi sono particolarmente quelle che hanno radici colonnari (o aeree), avvolgenti e strangolanti. Oltre a queste, esistono però Ficus dal portamenti più diversi: ad albero, a cespuglio, striscianti, rampicanti, epifiti, ecc.

Caratteristica comune a tutti i Ficus sono ovviamente i frutti, fichi per l'appunto, che variano moltissimo, a seconda della specie, per dimensione e colore. I frutti dei Ficus, per quello che ne so, vanno dalla grandezza di un grano di pepe a quella dl una grossa pera e possono essere, a maturazione avvenuta, verdi, gialli, verde-giallastro, rossi, rosso vivo, rosso violaceo, viola scuro. Che io sappia, solo il nostro ficus (Ficus carica) ed il Sicomoro (Ficus sIcomorus) danno frutti commestibili.

Dai punto di vista bonsaistico, i Ficus rivestono una notevole importanza, perché sono piante di rapida crescita, molto adattabili agli interventi, di facile attecchimento e di facile riproduzione: Specialmente nei paese asiatici, particolarmente in Thailandia, Filippine, Indonesia e Formosa, varie specie di Ficus sono tra le piante più usate per ricavarne ottimi bonsai.

La riproduzione del Ficus avviene per seme, per talea e per margotta. In alcune specie possono essere fatti radicare perfino annosi ceppi e, molte piante di importazione, alle quali viene affibbiata talvolta l'età dl secoli, sono state messe in vaso da pochi anni.

Ricordo che anni fa, in visita ad una delle numerose mostre di bonsai che si tengono a Manila (Filippine) fui pregato dl fare da giudice e diedi la mia preferenza ad un maestoso Ficus dai tronco apparentemente secolare. Molto onestamente il suo proprietario mi confessò di averlo ottenuto da un ceppo raccolto In natura sei mesi prima. Rischiai una brutta figura!

Per l'amatore che si avvicina ai bonsai per la prima volta, la preferenza è spesso per una pianta da poter tenere in casa, il cosiddetto “bonsai da interni”, i negozianti, in genere, non hanno difficoltà a soddisfare una simile preferenza. Spesso in buona fede, sorretti anche da quanto la letteratura insegna, offrono piante che in appartamento muoiono dopo poche settimane.

Varie specie di Ficus sono invece tra le piante che meglio si adattano alle condizioni di un interno purché, naturalmente, possano riceve quei minimo di luce, umidità e temperatura di cui necessitano.

La luce, vicino ad una finestra ben esposta o quella artificiale data da una lampada fitostimolante (da 1000 o 2500 lux) e la temperatura minima dl 10 – 15°, sono sufficienti a mantenere bene, durante la stagione fredda, i bonsai di Ficus. La necessaria umidità può essere ottenuta mediante frequenti spruzzatore (meglio usare acqua distillata o piovana per non macchiare di calcare le foglie) oppure con l'evaporazione di un sottovaso riempito di torba tenuta umida.

Quando la temperatura esterna raggiunge i 15 – 20°, I bonsai di Ficus possono essere messi fuori, in terrazza, sul davanzale o in giardino, dapprima all'ombra, poi, via via che le piante si abituano, a mezz'ombra ed anche in pieno sole.

In base alla mia esperienza, le specie che, chi più chi meno, si adattano ad essere “educate” come bonsai, sono le seguenti:

•  Ficus benjamina

•  Ficus benjiamina var. elfi

•  Ficus buxifolia

•  Ficus carica

•  Ficus concina

•  Ficus compacta

•  Ficus diversifolia (deltoidea)

•  Ficus formosana (taiwanensis)

•  Ficus nerifolia

•  Ficus nitida

•  Ficus philippinensis

•  Ficus quercifolia

•  Ficus religiosa

•  Ficus retusa

•  Ficus rotundifolia

•  Ficus rubiginosa

•  Ficus salicifolia

•  Ficus sicomorus

•  Ficus triangularis

•  Ficus ulmaefolia

Ne possiedo anche di altre specie (forse varietà) di cui però non conosco il nome. Non tutti i nomi suddetti, inoltre, sono rigorosamente scientifici e può darsi che alcune specie siano in realtà varietà di altre specie o che siano nomi inventati da chi mi ha ceduto le piante. La letteratura in proposito è estremamente scarsa e la diversificazione delle foglie, in presenza di condizioni ambientali diverse, può trarre in inganno.

L'innesto nei Ficus è cosa possibile, ma personalmente, a parte l'innesto nei rami di radici terrestri della stessa pianta ad imitazione di radici aeree (sempre con esito positivo), non ho mai avuto successo. L'amico Danilo Bonacchi innesta però regolarmente il Fico nostrano e non vi è ragione che anche le altre specie, nella stagione adatta, non possano essere innestate.

Le potature, possibili in qualsiasi momento, sono preferibili durante li periodo di vegetazione, il lattice che fuoriesce abbondante dal tagli può essere arrestato con polvere di carbone, con cenere (anche di sigaretta) o semplicemente con acqua. Quello che si coagula sulle mani, può essere rapidamente rimosso con trieiina (smacchiatore) o solvente, oppure insistendo con acqua e sapone.

Nelle piante che hanno raggiunto l'aspetto desiderato, i nuovi germogli vanno cimati durante la loro crescita. Per infittire il fogliame o semplicemente per rinnovano, si può ricorrere (meglio non più dl una volta all'anno) alla completa defogliazione. lo eseguo questa operazione in maggio e taglio le foglie con le forbici, lasciando sui rami tutti i piccioli che poi cadono spontaneamente. E' importante, quando si ricorre alla defogliazione, eliminare tutti i germogli apicali per evitare che la nuova vegetazione cresca solo sulle punte dei rami. Le legature, come sulle altre essenze, vanno fatte preferibilmente quando i rami sono meno turgidi (al termine della ripresa vegetativa) e vanno tenute sotto costante controllo per evitare incisioni della corteccia difficilmente cancellabili. Come già detto, la crescita dei Ficus è più rapida che nelle altre essenze.

I rami sono più docili alle piegature, ma è meglio eseguirle con prudenza.

Le annaffiature, durante la stagione calda, debbono essere abbondanti. Se le piante sono tenute in luogo ventilato e soleggiato, andranno bagnate mattina e sera.

L'acqua calcarea non danneggia i Ficus, ma le eventuali spruzzature (molto utili soprattutto per favorire l'emissione delle caratteristiche radici aeree) andrebbero fatte con acqua decalcificata per evitare che le foglie, nelle specie a fogliame lucido, si ricoprano di un velo opaco di calcare.

I vasi più piccoli, che in estate si asciugherebbero troppo rapidamente, andrebbero tenuti sopra uno strato umido di terra o di torba oppure sopra un vassoio pieno d'acqua, appoggiati su qualcosa che li tenga sospesi.

Anche durante l'inverno, come già detto, I Ficus vanno tenuto sempre sufficientemente umidi.

Per quanto riguarda il terriccio, Wolfgang Kawollek consiglia, nel suo libro “Bonsai far das Zimmer”, un miscuglio costituito da:

•  3 parti di argilla;

•  5 parti di torba;

•  2 parti di sabbia;

Trovo il suddetto miscuglio abbastanza ragionevole, ma io ml trovo bene con un terriccio che ml faccio da solo, così composto:

•  1 parte di terra di campo argillosa;

•  1 parte di ghiaietto siliceo fine per acquari;

•  1 parte di terra di foglie;

•  1/2 parte di letame ben maturo;

•  1/2 parte di graniglia di lava vulcanica;

•  1/4 parte di torba.

La concimazione, durante il periodo vegetativo, andrebbe fatta ogni 15 giorni. Al risveglio vegetativo, nella tarda primavera, io somministro abbondanti “beveroni” (acqua nella quale metto a macerare per 10 - 15 giorni letame di mucca e un pò di escrementi secchi di pollo). in seguito somministro concime foliare (lo stesso che uso per le orchidee) con titolazione (rapporto tra azoto, fosforo e potassio) di 18 -18- 18.

I parassiti del Ficus sono meno frequenti e le loro infestazioni meno gravi che nelle altre piante. Tuttavia i Ficus non ne sono esenti. Si tratta per io più di cocciniglie, di afidi lanigeri e gli afidi (noti come pidocchi delle piante).

Le cocciniglie, spesso appartenenti a specie diverse, si presentano come piccoli scudi sulla pagina inferiore delle foglie e sui rami ancor giovani. Vanno trattate con una emulsione di olio bianco unito ad una giusta dose di insetticida.

Le cocciniglie cotonose (fiocchi bianchi che avvolgono i rametti maturi) si possono eliminare (quando sono poche) con uno stecchino ed un paio di irrorazioni con insetticida per distruggere le piccole larve nude. Oppure con una spennellatura di acqua e detersivo per piatti.

Gli afidi, la presenza dei quali è spesso rivelata da una processione di formiche o da chiazze di fumaggine, una muffa nerastra che cresce sugli escrementi zuccherini degli afidi, si eliminano con un comune prodotto specifico. I rinvasi vanno eseguiti il meno possibile. Pare che i Ficus, nella maggioranza delle specie, si sentano più a loro agio con le radici ben strette nel vaso. Quando necessari, tuttavia, i rinvasi vanno fatti dl preferenza subito prima della ripresa vegetativa e questo dipende dalla temperatura dell'ambiente dove si sono fatti svernare.