Adriano Falco

La fotografia di una piantina appena raccolta può facilitare lo studio della forma che daremo al futuro bonsai. Infatti sovrapponendo un foglio di carta da lucidi alla fotografia sufficientemente ingrandita, vi si possono ricalcare solo i rami più significativi e metterli In evidenza, come aggiungerne altri che appaiono necessari, e progettare così la struttura da dare al soggetto. Come, su quella di un albero interessante ripreso in natura, si può studiare (e correggere se necessario) la posizione e l'andamento della ramificazione spontanea esistente, che vale la pena ripetere nelle piccole dimensioni dell'albero in vaso per dargli verosimiglianza e carattere.

Riprese periodiche eseguite negli anni dei suo sviluppo ci consentono di controllarne i cambiamenti positivi e negativi.

Del nostro soggetto, isolato nel rettangolo della stampa, vengono messi inesorabilmente in evidenzia difetti e pregi.

Forse non si avranno subito i risultati desiderati, ma è sufficiente provare per riuscire.

Le informazioni che posso dare permettono a chi sia interessato di iniziare a fare esperienza, con un buon margine di sicurezza. Cercherò di evitare, per quanto possibile, noiosi riferimenti tecnici.

 

 

L'ATTREZZATURA

•  Una normale fotocamera reflex che monti un obbiettivo do 50 mm., o meglio ancora un piccolo tele do 100 mm.

•  Uno scatto flessibile, per evitare mossi accidentali.

•  Un cavalletto sufficientemente robusto.

•  Un fondale di colore neutro.

•  Uno schermo riflettente (anche un semplice foglio di polistirolo espanso).

•  Uno schermo filtrante lucido.

Schermo riflettente

Dopo aver stabilito l'inquadratura e la messa a fuoco del soggetto è opportuno controllare la profondità di campo relativa. E' importante ricordare che tale profondità non è equamente divisa da una parte e dall'altra del piano di messa a fuoco, ma leggermente minore ai di qua dl quest'ultimo.

Es: con un obbiettivo da 100 mm. a 2 m. con diaframma 11 abbiamo uno profondità di campo relativa di cm. 60 circa, sufficiente per bonsai dl medie dimensioni, ed esattamente da m. 1,80 a m. 2,40.

E' possibile fare un controllo osservando I riferimenti sul barilotto dell'obbiettivo o azionando il pulsante per il controllo della profondità di campo esistente su quasi tutte le reflex.

Con un po' di esercizio riusciremo a distinguere nei vetrino di messa o fuoco il risultato finale.

L'ESPOSIZIONE

Se usato in modo corretto, l'esposimetro della fotocamera ci sarà di guida per decidere i tempi di otturazione da stabilire in base al diaframma prescelto.

Non tutte le macchine hanno lo stesso sistema di misurazione. La grande maggioranza impiega il sistema integrale, con prevalenza per la zona centrale. Altre, più specialistiche il sistema semispot, che corrisponde ad un'area di circa il 13% dell'inquadratura. La misurazione spot è di circa il 3%. Con quest'ultimo sistema, che dà una valutazione molto mirata e dunque precisa, si ha la possibilità di misurare l'effettivo contrasto nell'illuminazione del soggetto, consentendo all'operatore una grande parte di interpretazione personale e…lo spazio per poco gradite sorprese.

Meno rischi ci sono con il sistema semispot, che dà sempre buoni risultati. Per quanto riguarda la misurazione integrale, se il soggetto presenta leggeri contrasti, è sufficiente eseguire prima la messa a fuoco e l'inquadratura del soggetto in modo da localizzare la zona della misurazione sulla parte più impor tante e quindi sfocare tutto: l'immagine, divenuta confusa, verrà letta dal sensore come più omogenea e l'esposimetro darà una misurazione della sua Iuminosità media. Dopo ovviamente si metterà a fuoco per lo scatto.

LE PELLICOLE

Oggi troviamo in commercio materiale sensibile che può soddisfare tutte le nostre esigenze.

Le pellicole per luce artificiale 160 e 50 EKTACHROME professionale sono tarate per una temperatura colore di 3200 K.

Per la luce naturale la scelta è maggiore sia per le diapositive che per il negativo colore. Non consigliere sensibilità superiori ai 200 ASA. La grana troppo visibile disturba la fotografia di soggetti singoli.

Per quanto riguarda il bianco e nero le pellicole Kodak T-MAX 100 e 400150 risolvono senza eccessivi problemi le riprese sia in luce artificiale che naturale. Per le pellicole invertibili l'esposizione va calcolata sulle alte luci; per Il colore è media; mentre per il bianco e nero è calcolata sulle ombre.

LA QUALITA' DELLA LUCE

La luce naturale, diffusa, per un leggero velo atmosferico o un debole spessore di nuvole, è la migliore e non ha equivalenti.

La luce solare diretta dà contrasti troppo elevati, non registrabili dalle pellicole attualmente in commercio. E' possibile addomesticarla e realizzare effetti diversi con l'impiego di schermi riflettenti e filtranti.

LA LUCE ARTIFICIALE

Le lampade al quarzo-jodlo, da 1000 Watt, hanno una notevole potenza che per mette l'uso di un diaframma molto chiuso, inoltre forniscono una eccellente resa delle tonalità.

Sono molto maneggevoli e di poco Ingombro. E' sempre consigliabile usarne un paio, con il sistema della luce riflessa: una come luce principale, l'altra come rischiarante per le zone d'ombra troppo scure.

Solitamente queste lampade sono tarate per una temperatura-colore di 3400 K; essendo la pellicola per luce artificiale di 3200 K. è sufficiente l'impiego di un filtro di correzione Kodak 81 A.

L'impiego dei lampeggiatori dà risultati abbastanza discutibili. Essendo la luce del flash difficilmente controllabile. si può usare giusto per realizzare delle foto d'archivio o di soggetti esposti nelle mostre. Non parlo dei lampeggiatori professionali perché credo proprio che non sia il caso di far spese del genere.