PETER ADAMS

Da parecchi anni vengono importati bonsai dal Giappone, ma ora non è più conveniente importare soggetti piccoli, perché quelli siamo in grado di produrli noi; l'unico tipo di bonsai che conviene ancora importare è quello di medie e di grandi dimensioni, perché solo in questo caso la competenza ed il tempo necessari per realizzarli ne rendono vantaggioso l'acquisto. D'altra parte in Giappone la situazione è tale per cui solo più in alcune aziende di tipo familiare, o piccoli vivai, è possibile trovare dei soggetti di un certo merito, ed inoltre li si deve pagare generalmente un prezzo assai elevato.

Purtroppo quindi l'incremento del commercio ha, allo stesso tempo, abbassato moltissimo il livello medio della qualità. I bonsai giapponesi, disponibili per l'esportazione, sono ora più scadenti rispetto a quelli di alcuni anni fa. Dalle altre regioni dell'Oriente giunge del materiale di qualità spesso discutibile.

Da noi c'è la possibilità di avere piante, raccogliendole in natura. Un'essenza, che viene usata spesso è il pino silvestre; in particolare quello che vive in Scozia, dove specialmente i soggetti cresciuti nelle zone montagnose hanno un potenziale molto significativo come bonsai.

Alcune piante raccolte, e seguite nell'arco di tre, quattro, cinque anni al massimo, acquistano un aspetto molto interessante.

E' un fatto che certi pini silvestri delle montagne scozzesi sono bassi e compatti come il pino mugo, solo che tendono a fare molto raramente le gemme indietro, sul legno vecchio, per cui si è costretti a fertilizzarli molto per stimolarne lo sviluppo.

I pini silvestri più interessanti in Scozia si trovano prevalentemente nella brughiera. Nascono e crescono in competizione con l'erica e quindi la parte più bassa del loro tronco in genere è molto contorta: questo da la possibilità di ottenerne dei bonsai con delle forme assai bizzarre.

Si trovano anche altre specie di piante con qualità molte buone per farne bonsai, con tronchi spontaneamente piegati e curvi, e vegetazione minuta: tra questi, il ginepro comune.

Il pino silvestre che si può raccogliere invece nell'Inghilterra meridionale, a differenza di quello scozzese, ha la vegetazione molto più lussureggiante e gli aghi molto più lunghi. Il vantaggio di usare questa varietà è semmai che potando e cimando, si ha una risposta in gemme dal legno vecchio, e questo consente di ristrutturare più facilmente l'albero quando è necessario.

A causa di questo modo di reagire è possibile di strappare gli aghi con il loro astuccio alla base e prontamente verranno fuori dei germogli nuovi molto più piccoli. L'aspetto particolare dei pini silvestri è proprio che fanno così tanti germogli e quindi nello sfoltirli è possibile controllare la forma della pianta. Considerato che lo sviluppo dei germogli si verifica un po' dovunque, si può scegliere quali sono utili e servono per ottenere una migliore sagoma del bonsai, mentre gli altri si tolgono: questo diradamento risulta stimolante e finisce con il giovare alla pianta.

Riguardo alla valutazione devo dire che è molto difficile parlare sul giudizio dei bonsai in Inghilterra. Quelle che vi ho illustrato sono le cose che noi facciamo di solito. Nonostante al momento vengano ancora importati molti alberi, noi cerchiamo comunque di avere una sempre maggiore esperienza con le specie indigene, e lavoriamo sempre più spesso con questo materiale. Quel che stiamo facendo in Inghilterra è trattare il bonsai come un'espressione artistica, poiché così lo consideriamo nel Regno Unito.

Il bonsai per molti costituisce l'espressione di come l'amatore vede un albero, che date le piccole dimensioni bisogna cercare di rappresentare nel modo più efficace e significativo, pur con un esiguo numero di elementi e di tratti caratteristici. L'impegno del coltivatore è quello di creare con il suo lavoro l'immagine delle piante che lui vede nel suo paesaggio, e questo è l'aspetto assai eccitante del bonsai e giustifica anche le differenze che si notano nei soggetti di paese diversi.

Le caratteristiche della flora, che mutano da un punto all'altro del mondo, come le diverse origini della cultura, pur essendo ormai il concetto di bonsai diventato internazionale, influenzano sia l'aspetto che il significato dei piccoli alberi presso i vari popoli, ed è dal confronto e dalla fusione ditali forme che in futuro questa coltivazione potrà avere sicuramente un grande sviluppo.

Vi ringrazio per l'attenzione.

Uno dei presenti domanda se in Scozia ci sono restrizioni per quanto riguarda la raccolta di piante in natura.

La risposta di Peter Adams è stata questa:

“Certamente si, ma quando troviamo una bella pianta, in primo luogo cerchiamo di sapere di chi è il terreno, poi chi lo coltiva e quindi di scoprire che marca di whisky costui beve. A Natale gli si fa un bel regalo, e in primavera chiuderà un occhio...