MARCO DELAITI

Ricercatore presso l'Istituto Tecnico Agrario Provinciale di S.Michele all'Adige.

In natura le popolazioni delle varie specie occupano un determinato ambiente o habitat, ove un complesso di fattori influenzano la loro densità. Per ogni specie, infatti, si registrano nel tempo delle fluttuazioni (dinamica delle popolazioni), di scarso rilievo o rimarchevoli, intorno ad una densità media che generalmente non cambia apprezzabilmente, se non sopravvengono delle modificazioni nel complesso dei fattori di regolazione (equilibrio naturale). L'interferenza di questi fattori abiotici (clima, terreno. ecc.) e biotici (organismi di varia natura) con lo sviluppo della popolazione di un organismo ne determina il controllo o regolazione naturale.

L'azione regolativa dei soli agenti biotici sulle popolazioni è definita controllo biologico e la sua utilizzazione da parte dell'uomo costituisce l'oggetto della lotta biologica o controllo biologico applicato.

La conoscenza dei rapporti tra organismi o gruppo di organismi e l'ambiente, è il presupposto indispensabile per l'applicazione della lotta biologica, che rappresenta infatti un capitolo dell'ecologia applicata. Ogni specie è diffusa in un proprio areale, in pratica costituita da un insieme di organismi e di fattori ambientali che interagiscono.

I fattori abiotici o fisici dell'ambiente (clima, caratteristiche del suolo, esposizione della pianta alla luce, umidità dell'aria, ecc.) agiscono talvolta In maniera rimarchevole sullo sviluppo delle popolazioni dei fitofagi e degli entomofagi, sia per via diretta (sulle fasi del ciclo biologico, sulla longevità, ecc.) e sia per via indiretta alterando il rapporto tra i vari fattori che agiscono sulla pianta e il suo ecosistema.

La lotta integrata è un sistema di controllo degli organismi dannosi che utilizza tutti i fattori e le tecniche disponibili per mantenere le loro popolazioni al di sotto di densità che comportano danno, nel rispetto di principi ecologici e tossicologici. La protezione integrata prevede di poter rispondere alla domanda “perché una pianta si ammala” trovando così l'armonioso inserimento di una coltura in un ambiente mirando ad una naturale resistenza ai diversi fitofagi e malattie.

Quando ad esempio abbiamo una pianta attaccata dagli afidi, il prodotto chimico cura questa “malattia”, ma non conosciamo il perché della sua manifestazione Le cause possono essere molteplici:

- fattori che stimolano la vigoria:

a) concimazioni elevate (soprattutto con azoto)

b) irrigazioni eccessive

c) potature troppo severe

- altri:

d) sensibilità varietale

e) eliminazione degli utili con interventi chimici

f) condizioni climatiche predisponenti. . .ecc.

Molte di queste cause possono anzi essere “aggiustate” con delle corrette pratiche colturali che aiutano la pianta ad essere meno sensibile, anche attraverso i rispetto e l'introduzione della fauna utile.

UTILI

PREDATORI DI

fitoseidi

acari

antocoridi

acari, psilla, afidi

coccinellidi

afidi, acari

crisopi

afidi, acari

sirfidi

afidi


UTILI

PARASSITI DI

imenotteri

afidi, cocciniglie, afidi, Ianigeri, minatori fogliari