DANILO BONACCHI: esperto vivaista e bonsaista.

 

Danilo ci ha portato dal suo vivaio una ventina di piante da fiore e ce ne dice vizi e virtù, descrivendone i particolari utili alla nostra coltivazione.

Il primo soggetto è una piantina di Crataegus laevigata “Paul Scarlet”, una cultivar di biancospino, o meglio rossospino, a fiori rossi doppi, molto vigorosa che si copre di fiori.

Rustica, ha un buon ritmo di sviluppo, resiste al freddo e si presta come il Crataegus monogina alle manipolazioni bonsai. Deve essere moltiplicata per innesto ed ha le foglie un poco più grandi del fratello bianco, ma le riduce.

La Syringa afganica è il lillà dell'Afganistan, con foglie molto piccole e frastagliate. Può fiorire con spighette di fiori azzurro-viola profumatissimi all'estremità dei rami dell'annata, ma formatisi sulla vegetazione dell'anno precedente: le cimature necessarie per contenere lo sviluppo della nuova ramificazione possono però impedire il formarsi delle gemme da fiore. Un compromesso sta nel ridurre sia le cimature che le innaffiature.

Questo lillà in miniatura si può innestare sul ligustro (L.sinensis) che ha un buon apparato radicale e non produce polloni.

Il Cornus kousa è un'altra pianta molto interessante perché i suoi fiori pur essendo poco appariscenti sono circondati da brattee bianco-rosate di grande effetto. Fiorisce già a due - tre anni. Le foglie sono opposte, si riducono molto e d'autunno assumono colori bellissimi dal rosso all'arancio. Questo cornus si propaga per seme e possono comparire delle forme col fogliame color bronzo. Ha quindi diversi motivi per essere interessante: i germogli colorati, le brattee dei fiori, i frutti simili a fragole e la variegata colorazione autunnale.

Evonimus alata è la fusaggine giapponese. D'inverno, spoglio rivela i suoi rami giovani forniti di “ali” suberose. I germogli primaverili sono color bronzo, i fiori piccoli ma abbondantissimi, cui seguono dei frutticini rosso - arancio assai vivo. Si cobra splendidamente d'autunno.

Solanum randonetti è una pianta strana ma molto interessante: produce una quantità di fiorellini azzurri all'estremità della nuova vegetazione, per un lungo periodo estivo. Si lascia guidare agevolmente, le foglie rimpiccioliscono col trattamento bonsai: ha solo l'inconveniente di dover essere protetta durante l'inverno poiché non sopporta il gelo. Per Danilo è veramente una pianta da provare.

Altro soggetto interessante è l'Exocorda macrantha, i cui rami decombenti si coprono di fiori bianchi. La fioritura avviene sui rami nuovi, per cui dopo le cimature può tornare a fiorire. La corteccia si desquama elegantemente. Resiste al freddo ed avrà certo successo anche nei giardini.

Un ciliegio giapponese è il Prunus ume-niko a fiori bianchi. Risponde molto bene alle potature, ha uno sviluppo rapido e si copre letteralmente di fiori.

Altro prunus è il Prunus subhirtella “accolade”. Una delle varietà di subhirtella a fiore doppio, in grado di produrre anche frutticini, aggiungendo pregio al bonsai. La fioritura è rosa e abbondantissima e pende al disotto del ramo che tende ad arcuarsi dolcemente. Ha uno sviluppo rapido e riduce bene le foglie.

Un famoso bonsai da fiore è l'albicocco giapponese: il Prunus mume, che però ha qualche problema nel cacciare rami, cosa che lo rende non proprio facilissimo da coltivare a bonsai. I suoi fiori sono tra i più precoci e profumatissimi, I frutti sono come piccole albicocche dal sapore discutibile. Conviene coltivare soggetti innestati, altrimenti la fioritura si fa attendere parecchi anni.

Il Prunus yedonensis “Oshima” è la varietà donata agli USA dai giapponesi per il bicentenario dell'indipendenza americana. Viene dal paese famoso per i suoi ciliegi: i fiori sono bianchi, semplici, a campanella, penduli. Il tronco è molto decorativo, avendo la corteccia bronzata lucida con placche più scure. Resiste bene alle malattie più comuni ed ha uno sviluppo discretamente rapido.

Il Prunus kanzan a fiore rosa doppio è molto tardivo nel fiorire. La sua struttura è piuttosto rigida e grossolana: questo lo rende più adatto al giardino. La sua fioritura (4-5 fiori ad ogni ascella) lo rende comunque degno di un tentativo.

Il Biricocco è una chimera, cioè un ibrido spontaneo, tra susino e albicocco. Resiste bene alle consuete malattie delle drupacee e cresce rapidamente. I frutti sono come albicocche violacee ed hanno un sapore squisito, tanto da doverli difendere dagli uccelli che ne sono ghiotti. Risaltano bellissimi contro il verde del fogliame.

Un altro soggetto interessante è il Prunus okame poiché le suo foglie sono piccole e graziose, inoltre si copre di fiori rosa carico molto precocemente. Anche la corteccia del tronco è molto bella: color rosso-marrone lucida che si desquama a placche. Lo sviluppo è assai rapido.

Il Prunus cerasifera atropurpurea detto anche Pissardi nigra ha le foglie color bronzo-violaceo, fiori rosa grandi e semplici e frutti rosso-viola. Per i frutti è comunque più indicato il Prunus blireiana.

Ultimo a fiorire nella stagione primaverile è il Prunus Kiku-zakura. I suoi fiori sono doppi, con i piccoli petali arricciati, quasi intrecciati tra loro e di grande effetto. E' della famiglia dei serrulata, con i fiori a grappolo all'ascella delle foglie.

Il Prunus incisa praecox è un falso ciliegio. Fiorisce già a gennaio o febbraio con fiori semplici rosa tenero. Ha una corteccia chiara con macchie scure, assai decorativa.

Veramente eccezionale è il Prunus Hally Jolibeth perché fa foglie già spontaneamente piccole, che riducono ulteriormente col trattamento bonsai. Cresce lentamente, meno vigoroso dei precedenti, ma è molto precoce ad fiorire. Si presta bene per fare dei mame, cioè bonsai di piccola dimensione.

Va ricordato che i prunus a fiori doppi non fanno frutti, mentre tutti i subhirtella producono ciliegine, ma piccole come chicchi di granturco.

Il successivo è un ciliegio americano, il Prunus padus colorata. La nuova vegetazione in primavera è rossa, crescendo le foglie diventano verdi, poi nuovamente rosse in autunno. I fiori, rosa, sono in grappoli (come il glicine) penduli lunghi 5-6 centimetri. La pianta non ha uno sviluppo rapidissimo, ma si guadagna l'onore di diventare bonsai per la bellezza della sua fioritura. Il legno sezionato è rosso. Il più comune Prunus padus ha fiori bianchi. Sono entrambi resistenti al freddo.

Infine il Prunus subhirtella autumnalis: il primo ciliegio a fiorire. Tanto che incomincia in ottobre e può continuare sino ad aprile. Talvolta si ripete in estate. I fiori, rosa carico, campanulati, semplici, li fa anche in giovane età.

Il Malus red sibirian ha le foglie purpuree frastagliate come un biancospino. I fiori rossi sono molto belli; i frutticini, pure rossi, hanno un diametro di 2-3 cm. ed un picciolo non tanto lungo. Talee di 2-3 anni possono già fiorire. Va detto che i meli da cui si possono fare talee sono più precoci nel fiorire, mentre quelli da seme impiegano anche 8-10 anni.

Un altro melo piacevole è Malus everesti dai fiori bianco-rosati. Un pregio di questa pianta è che i frutti durano sui rami per tutto l'inverno: sono di color giallo, striati di rosso e capita di vederli ancora in primavera insieme ai nuovi fiori. Per un bonsai è una caratteristica assai interessante.

Meline gialle con un picciolo cortissimo sono portate dal Malus golden hornet che vegeta con lunghi rami assurgenti, ma fiorisce su dei laterali assai corti, in modo che diventa abbastanza facile controllarlo come bonsai, Di struttura analoga a questo è il Malus red sentinel i cui fiori sono bianchi, ma i frutti rosso vivo: lo si vede come un albero rosso di frutti.

Come al solito Danilo Bonacchi ha dimostrato la sua generosità e competenza: le sue informazioni hanno sempre il pregio di essere ‘raggiungibili”. Le piante che ci ha presentato fanno parte della sua collezione e ci assicura che sono facilmente reperibili, anche se non diffusissime presso i vivai. La domanda che è venuta spontanea ed immediata dai presenti è stata: “Quando ce li procuri?