Walter Pall
Nel corso della relazione di livello superiore tenuta da Walter Pali, i partecipanti gli hanno rivolto alcune domande che qui sintetizziamo.
DOMANDA: Nel prelevamento in natura è possibile e opportuno ridurre la pianta?
RISPOSTA: C’è una notevole differenza nei modo di ridurre una pianta che si vuole raccogliere In natura a seconda che si tratti di una latifoglia o di una conifera. Nel primo caso si può scegliere la parte interessante della pianta ai fini dei futuro bonsai riducendone la struttura fino all’ottanta percento. Anche senza rami infatti e latifoglie hanno generalmente la capacità di produrre molte nuove gemme e quindi nuovi rami e foglie, utilizzando le energie accumulate nel loro legno vecchio.
La cosa è ben diversa per le conifere. io credo che come regola di massima non convenga ridurre la parte verde di un pino o di un abete più di un 20% ogni anno, per cui in molti casi possono occorrere anche parecchi anni per ridurre una vecchia pianta alle dimensioni utili al proprio progetto
DOMANDA: Quando inizi a fertilizzare una pianta raccolta in natura?
RISPOSTA: C’è da dire che una pianta raccolta in natura ha subito un trauma e viene da pensare che una pianta malata abbia bisogno di nutrimento, però siccome il danno maggiore lo hanno sofferto le radici, che quindi sono poco efficienti, si arriva ai paradosso che somministrare molto fertilizzante possa fare più male che bene, poiché proprio le radici non sono stimolate a moltiplicarsi e la pianta tarda ad attecchire.
Per i primi due o tre mesi io non do alcun nutrimento, nell’attesa e nella speranza che le radici comincino a lavorare. Lascio che in questo frattempo la pianta sfrutti l’energia che ha accumulato nei suoi tessuti maturi. Quello del nutrimento è un problema per tutto il primo anno, infatti o la pianta comincia a lavorare o muore. Al massimo si può intervenire in qualche modo con un leggero nutrimento settimanale per via fogliare.
DOMANDA: Che tipo di nutrimento usi per via fogliare?
RISPOSTA: Uso un normale concime granulare sciolto nell’acqua.
DOMANDA: Per una pianta raccolta in natura ritieni importante togliere tutta la terra naturale dopo qualche anno nel rinvaso? Ritieni che si possa anche lasciare?
RISPOSTA: Sei o sette anni fa ho visto alcuni maestri giapponesi, uno era Tanaka, togliere tutta la terra nel momento del rinvaso di un lance. All’inizio per molte volto l’ho fatto anch’io con e mie piante. Adesso non lo faccio più. Non tolgo mai tutta a terra. Secondo me è molto importante lasciare una parte di terra naturale, per non rovinare le piccole radici, non eliminare i’humus, la micorriza e per altre cose che io non vi so spiegare ma che per la mia esperienza mi fanno affermare che ciò è molto importante per la pianta.
DOMANDA: Non togli la terrea naturale nemmeno quando passi la pianta in vaso bonsai?
RISPOSTA: no, non lo faccio mai. So che i giapponesi lo fanno, ma io con le mie piante importanti non lo faccio mai,
DOMANDA: Nei rinvaso mescoli la terra normale all’akadama: il cosiddetto melange?
RISPOSTA: s1, mescolo l‘akadama con la terra normale in quanto l’akadama è una terra per specialisti, non facile da utilizzare essendo totalmente priva di nutrimento. Con la sola akadama la pianta ha la necessità di essere bagnata due o tre volte ai giorno e di essere fertilizzata ogni settimana. Per conto mio è meglio fare una mistura con un 50% di akadama e 50% dl terra da giardino. In questo caso l’akadama svolge a stessa funzione della sabbia, con il vantaggio di trattenere dell’acqua.
DOMANDA: hai individuato la stagione ottimale per raccogliere le piante in natura?
RISPOSTA: La stagione ottimale dipende, per quanto riguarda le conifere, dalla posizione geografica in cui siamo. Un periodo sicuramente negativo è quando le conifere hanno già le candele molto sviluppate (penso da voi in aprile-maggio). infatti le conifere in dormienza hanno un programma per il loro risveglio. Ai primo segnale dl calore attivano loro programma e non possono più fermarsi: ritengo perciò che un arresto dovuto ai trapianto sarebbe dannoso. Inoltre è da tener presente che magari in montagna, in quanto a temperatura, il momento è quello adatto per prelevare il materiale, però a valle la temperatura potrebbe essere troppo calda. Considero invece il periodo migliore per la raccolta quello verso la fine di agosto o i primi di settembre, quando le piante in montagna cessano la loro attività, però trasportate. in pianura hanno l’opportunità dl continuare a vegetare e produrre radici per altri due mesi, cosicché al momento dei risveglio in primavera saranno già affrancate ed in grado dl vegetare. Per i ginepri un buon mese è quello di settembre.
DOMANDA: fai le margotte di radice?
RISPOSTA: So che è possibile ed è anche relativamente facile per i ginepri, per il larice e per i tassi, mentre per i pini è quasi impossibile. Comunque sono cose che non faccio, mi dedico a cose più Interessanti che non a queste bizzarrie.
DOMANDA: Tratti in maniera diversa le piante vecchie dalle giovani? Si dice che le piante vecchie devono essere trapiantate presto in primavera mentre quelle giovani possono essere trapiantate più tardi. Anche togliere e candele si dice si debba farlo prima nelle piante vecchie.
RISPOSTA: Premetto che per le piante raccolte in natura io non faccio assolutamente niente per i primi cinque anni. Prima voglio stabilizzare la pianta. Una volta ottenuta una buona vegetazione tratto le piante vecchie e quelle giovani nella stessa maniera.