il socio Cavallini Eugenio realizza una zattera su lastra


ovviamente ho legato la pianta con fili passanti dai fori di drenaggio e quando ho preparato la lastra ho tracciato con la mola a disco delle linee di drenaggio nei punti della pietra dove era possibile che si avessero ristagni

- il cordone nero di ritenuta: è una miscela di ketotsushi + akadama per shoin (cioè a piccola granulometria) + sfagno sminuzzato + polvere di akadama (l'ultimo residuo finissimo della setacciatura). sono in parti circa uguali. la stessa miscela l'ho usata per coprire tutta la superficie della composizione alla fine del lavoro di trapianto e per riempire gli spazi tra le due lastre quando ho aggiunto la seconda sotto alla prima. il motivo per cui l'ho usata per la copertura e per riempire gli spazi tra le due lastre sovrapposte è che: a) costituisce un ottimo supporto per il muschio, b) aiuta ad evitare il dilavamento del terriccio con le innaffiature, soprattutto quando il muschio sopra ha preso c) costituisce una ottima riserva di nutrimenti organici nel tempo

 - il materiale di drenaggio: il terriccio è composto da akadama (85%) + terra da giardino setacciata (15%). alla base ho messo pomice grossolana per il drenaggio vero e proprio.

- il tessuto a striscie: è garza. serve a tenere unito il tutto finchè il muschio non ha preso, dopodichè si decomporrà ed avrà esaurito la sua funzione.

l'ultimo accorgimento che ho avuto, anche se non è ben visibile nelle foto, è stato di cercare di tenere il tronco originale al pelo della superficie del terreno in modo che rimanga visibile: questo permette di dare alla composizione a zattera un aspetto più naturale, cioè quello di un albero caduto e rinato a boschetto dai suoi rami, nella forma, appunto, di una zattera.