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INNESTI INUSUALI FRA GENERI E SPECIE DIVERSE.
A cura di Armando Dal Col
Nel fantastico mondo dei "Lilliput", capita osservando grandi o modeste
quantità di Bonsai industriali che non riescono a "scuoterci dentro"
(almeno a me), poiché non hanno carattere. Visti uno o visti cento sembrano
tutti uguali (salvo qualche raro "puffo"). He si, sembrano proprio usciti
da una catena di montaggio, e questo è sicuramente comprensibile e
importante per chi deve offrire un prodotto, il quale deve essere il più
omogeneo possibile.
Ma se il Bonsai riesco a costruirmelo da me e dargli quell'impronta che
attira l'attenzione, è certamente una sensazione più gratificante. Il
piccolo puffo deve scuoterci dentro, dobbiamo insomma innamorarcene un po',
ed è per questo che mi sento diverso, cercando di imprimere al piccolo
alberello quel fascino che suscita emozioni.
Intendiamoci, non è certo nel creare delle stravaganze che il Bonsai può
suscitare delle emozioni, se non in rari casi. Il Bonsai,
infatti,ricordiamolo, è arte, filosofia, amore per la natura, una natura
interpretata, sentita più che vista, è insomma una scena tridimensionale
miniaturizzata ridotta ad un XVI°, dove è possibile vedere e riconoscere la
mano dell'artista che l'ha plasmata.
Nelle mie sperimentazioni, ho cercato di addentrarmi anche nella tecnica
degli "innesti inusuali" fra specie diverse, ottenendo dei discreti
successi. Ve ne presento alcuni, senza peraltro soffermarmi sulle tecniche
di esecuzione che si trovano facilmente sui manuali specifici di
florovivaismo e di frutticoltura. Ma una cosa vorrei dire riguardo il
metodo della propagazione di una pianta.
Prima di prendere in esame le possibilità sopraindicate, desidero ricordare
che la propagazione delle piante può avvenire in due modi: per via gamica,
cioè sessuale, in cui abbiamo piante ottenute impiegando i semi ed in tal
caso si parla di riproduzione. Con l'innesto, si assicura la discendenza
della stessa specie e, la propagazione con cui otteniamo piante senza l'impiego
dei semi, ma con parti della pianta, viene chiamata moltiplicazione.
Foto 1. Acero palmato con un ramo innestato di una specie diversa, aprile
2005.

Foto 2. L'Acero visto un mese dopo.

Foto 3. Larice innestato alla base di un pino cembro.
Le due specie appartenenti a generi diversi non hanno avuto il classico "rigetto" per incompatibilità dei geni, ma la saldatura è avvenuta in modo
perfetto e duraturo nel tempo, essendo trascorsi più di dieci anni dall'innesto
fatto. L'immagine è del maggio 2005.

Foto 4. Innesto diagonale sul tronco di un acero palmato.

Foto 5. L'innesto sull'acero visto dal lato opposto.

Foto 6. L'Acero palmato visto in maggio del 2005.
La specie innestata sul tronco è diversa e "accattivante". L'insieme mi
sembra gradevole e osservando l'acero in tutti i suoi particolari può
suscitare emozioni.
Anche la piccola betulla nata da seme alcuni anni fa alla base del tronco
dell'acero si è inserita bene, e pur nell'estrema riduzione, la betulla,
infatti, è alta solo dieci centimetri ed ha assunto l'aspetto di un
grazioso alberetto.

Foto 7. Susino innestato sul melo.
Anche in questo caso si tratta di un innesto fra due generi diversi, ma la
convivenza non ha avuto problemi.

Foto 8. Il susino annuncia la primavera con la sua ricca fioritura,
mentre il melo dovrà attendere ancora un mesetto prima di fiorire.

Foto 9. I frutticini del susino si sono formati, ma anche i fiori del
melo si sono fecondati, e già numerosi frutticini appaiono fra il verde
fogliame.

Foto 10. Splendida e ricca fioritura del melo.

Foto 11. Gruppetto di meline fecondate.

Foto 12. Immagine accattivante del melo carico di splendide mele rosse.

Foto 13. Acero palmato sul quale sono state innestate due specie diverse.

Foto 14. Armando ripreso alcuni anni fa con un suo famoso bosco di larici.

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