Nei precedenti passi abbiamo visto come, per procedere alla costruzione di un bonsai, sia innanzi tutto necessario che ci chiariamo le idee attraverso la formulazione di un progetto.

Abbiamo anche detto che questo termine non ci deve spaventare: si tratta solamente di prefigurare mentalmente, o attraverso alcuni disegni, i risultati che vogliamo ottenere. Utilizzeremo, per la costruzione dell'immagine finale, tutte le nostre conoscenze in materia di bonsai, da applicarsi al caso concreto, rappresentato naturalmente dal materiale di partenza di cui disponiamo.

Già il fatto che abbiate pazientato tutti questi numeri e che ci abbiate seguito passo-passo per acquisire le cognizioni minimali di fisiologia e anatomia vegetale indispensabili a garantire la vita alle vostre pianticelle ha dimostrato la vostra predisposizione all'attività bonsaistica ed ha costituito sicuramente una nostra attività di formazione nei vostri confronti. Avete infatti senz'altro capito che con il bonsai non si possono prendere molte scorciatoie e che si devono quanto meno rispettare i cicli vegetativi della pianta.

LE SPECIE PIU' SEMPLICI DA TRATTARE

Anche la scelta della specie di un possibile materiale di partenza fa parte della fase progettuale del nostro lavoro.

Pur limitando per il momento il campo alle caducifoglie, che abbiano visto rispondono in maniera molto più velocemente delle piante resinose alle sollecitazioni del bonsaista, dobbiamo premettere che, anche tra queste, vi è una notevole diversificazione di comportamento secondo le diverse specie e varietà; alcune infatti si prestano molto più

di altre alle tecniche di coltivazione usate per realizzare un bonsai.

Esistono infatti essenze che non tollerano molto le numerose potature richieste per la formazione ed il mantenimento di un bonsai, come ad esempio, le leguminose (Robinia, Albero di Giuda, Mimosa, Acacia, ecc. ). Vi sono poi piante che richiedono una maggior perizia per essere trattate, mentre altre sono molto più disponibili e consentono persino la correzione di errori di impostazione, addirittura si riprendono con facilità dalle conseguenze di qualche nostro errore di irrigazione o di fertilizzazione, magari commesso negli inevitabili momenti di crisi che seguono la potatura o il trapianto.

Alla luce di queste considerazione e avendo ben chiarito in nostro scopo, che è quello di simulare un vecchio albero con dimensioni del tronco e dei rami notevolmente ridotte rispetto all'usuale, la nostra scelta sarà inizialmente orientata verso specie con foglie già molto piccole, in modo che la coltivazione bonsai le miniaturizzi ulteriormente ed il risultato sia quello di un albero credibile. A questo proposito ricordiamo che, se la tecnica bonsai riesce a miniaturizzare le foglie, ben poco o niente incide sulla dimensione dei frutti che verranno formati nelle loro dimensioni naturali con un palese ed intollerabile squilibrio.

Per poter raggiungere sicuramente delle grosse soddisfazioni, pensiamo di potervi suggerire di scegliere all'inizio le essenze usate normalmente per le siepi. Tra queste, ad esempio, il Cotoneaster, la Lonicera, il Bosso e i Ligustri, questi ultimi meglio se Sinensis.

Per le piante di alto fusto la scelta iniziale potrebbe essere limitata agli Olmi e agli Aceri.

ANCHE LO SPAZIO DISPONIBILE E' IMPORTANTE

Le nostre scelte iniziali verranno anche condizionate dallo spazio di cui disponiamo. Sicuramente si possono fare bonsai anche solo sul balcone di casa: è certo però che un bel terrazzo o, meglio ancora, un pezzo di giardino, facilitino di molto le cose. Disponendo di un certo spazio è opportuno partire non con una sola piantina; la cura eccessiva che le dedicheremo, tipica del neofita, finirebbe per stancarvi e potrebbe procurare dei guai anche alla pianta.

QUALI PIANTE SCEGLIERE

Recatevi quindi presso un garden center o, meglio ancora, in un vivaio e cominciate a scegliere tra le piante in vaso quelle che intendete educare a bonsai.

Fate le cose con una certa calma, esaminando le piante createvi già, per ciascuna, una prima grossolana immagine di bonsai che vi pare possa essere ricavato. Cercate inoltre delle piante sane, all'apparenza non sofferenti, con una buona ramificazione distribuita uniformemente sul tronco. Non preoccupatevi per l'eccesso di rami: togliere un ramo di troppo è un'operazione molto semplice, al contrario farlo crescere dove manca è di gran lunga più problematico.

Ricordatevi sempre di dare un'occhiata anche al piede delle candidate tastando, con la punta delle dita, sotto il terreno e scegliendo le piante con un apparato radicale non troppo profondo e possibilmente disposto a raggiera.

Le dimensioni delle pianticelle potranno essere tra i venti ed i cinquanta centimetri per le specie da siepe, di più per le altre; il loro costo dovrebbe mantenersi entro poche migliaia di lire.

Non abbiamo volutamente parlato della possibilità di coltivare le piante da seme, anche perchè dovremmo farvi aspettare troppo tempo per poter fare qualche altro discorso sull'impostazione e coltivazione di un bonsai e, fatto il primo passo, il passo successivo sarebbe troppo lento.

Ormai, fortunatamente, non è più così difficile procurarci qualsiasi essenza ci possa interessare, potendola reperire in vivai che, per competenza ed attrezzature, riescono a riprodurre da seme delle pianticelle in tempi ben più veloci di quelli che occorrerebbero a noi.

Una scorciatoia può essere quella di acquistare delle piante già impostate che vengono definite prebonsai. Anche per affrontare questi acquisti, come per raccogliere delle piante in natura, è prima opportuno fare qualche esperienza su materiale di minor valore intrinseco, se non estetico.

IRRINUNCIABILE LA CONICITA' DEL TRONCO

Abbiamo detto che nel nostro giro per il vivaio dobbiamo scegliere una pianta che subito, ad un primo esame, ci consente di tracciare un progetto di intervento.

Vi ricordate che la prima cosa alla quale dobbiamo tendere e che è assolutamente irrinunciabile, per creare l'immagine credibile di un vecchio albero, è la conicità del tronco.

Ora per garantirla nel nostro futuro bonsai dobbiamo operare attraverso le potature.

Teniamo presente il concetto che le piante non si pongono il problema di essere armoniche o di crescere secondo i nostri concetti di bellezza, bensì privilegiano sempre la funzionalità producendo rami e fogli nelle parti della pianta che, più e meglio, utilizzino le condizioni ambientali favorevoli.

E' chiaro quindi che all'estremità dei rami e'verso la cima dell'albero, dove l'esposizione alla luce è migliore, si realizza il fenomeno detto dominanza apicale che comporta uno sviluppo prima di gemme, e poi di vegetazione, sicuramente più massiccio rispetto alle parti interne e basse del tronco o dei rami principali.

Questo comportamento contrasta con le nostre esigenze di avere un grosso tronco alla base, internodi corti, vegetazione compatta e distribuita in forma omogenea su tutti i rami.

 

UN ESEMPIO

Qui  vedete una giovane pianta in vaso, con il caratteristico tronco cilindrico dal quale si diparte una serie di rami diritti e cilindrici. L'immagine generale della pianticella corrisponde esattamente all'opposto del concetto che noi ci siamo fatti del bonsai.

Osservando bene il complesso della ramificazione riusciamo ad intravedere però che esistono diverse possibilità di costruire una pianta che ci garantisca da subito una certa conicità del tronco: è certo importante scegliere i rami giusti per ottenere il risultato voluto.

Nel disegno successivo, conservando integralmente l'immagine dell'intera pianta, abbiamo però messo in evidenza le parti che entreranno a far parte del nostro progetto.

Per completare il nostro progetto potremmo pensare ad un diverso posizionamento nel vaso, rispetto a quello originario: questo ci consentirà di disporre di una prima curva interessante senza dover procedere a piegare il tronco.

La meravigliosa capacità della pianta, di reagire alle nostre potature, ci consente di asportare tutto il tratto ascendente del tronco, sostituendo a questo il primo ramo e garantendo alla nostra pianticella una prima conicità. Ora la pianta, in sostituzione del precedente fusto principale, si trova ad avere un ramo in una posizione ottimale per la crescita e quindi non avrà nessuna difficoltà ad accettare, funzionalmente, questa

nuova soluzione.

Per la potatura del tronco ci dobbiamo avvalere delle apposite pinze, la cui caratteristica è di produrre un taglio concavo, che la pianta riuscirà a chiudere con maggiore facilità, specialmente se avremo l'accortezza di chiudere la ferita con l'apposita pasta cicatrizzante.