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ALTRO MODO PER PROCURARE MATERIALE DI PARTENZA

La Talea.

Nell'ultimo numero abbiamo parlato della margotta quale metodo per ottenere del materiale interessante per la partenza del nostro bonsai.

Un'altro metodo che l'immensa capacità riproduttiva delle piante ci ha dato è quello di utilizzare le talee.

La nostra sarà un'esperienza volta ad utilizzare i residui della potatura delle nostre piante, sia per riprodurre determinate essenze di particolare valore, sia per scambiarle con gli amici, con tutta la soddisfazione che si può ricavare da questi baratti.

Per avere dei buoni risultati dobbiamo ricordare quello che abbiamo imparato in passato, in particolare la peculiarità del legno di emettere radici quando si trovi collocato in una posizione di umidità, di tepore ed oscurità quale è quella esistente nel sottosuolo.

Nello stesso tempo non ci dobbiamo dimenticare che esiste una stretta relazione tra apparato radicale ed apparato fogliare di una pianta in quanto il primo deve garantire un apporto di acqua pari a quello che viene disperso nell'atmosfera dall'evaporazione che si realizza sulla superficie fogliare.

Perchè rinfrescare questi concetti? Per il semplice fatto che nel momento in cui decidiamo di riprodurre una pianta utilizzando una talea dobbiamo mettere quest'ultima in una condizione ottimale per vegetare, soprattutto, fare in modo che la parte aerea non sia eccessiva rispetto alle radici che si stanno formando.

In effetti sapete che in un ramo in dormienza, le riserve di zuccheri sono tali per cui anche con il solo apporto di acqua avremmo, prima un rigonfiamento e poi una schiusa delle gemme latenti. Esaurite però le riserve ed in assenza di un apparato radicale, il ramo non sarà più in grado di procedere nell'attività vegetativa e tutto il complesso finirà per soccombere definitivamente.

Come si procede?

Anche qui il materiale necessario è del tutto modesto. Potremmo utilizzare delle cassette di polistirolo (vi ricordate quelle che abbiamo usato per salvare i vasi d'inverno?), un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali e degli ormoni radicali.

Nell'impasto della sabbia e della torba è forse opportuno mettere anche qui un disinfettante radicale.

Sugli angoli della scatola di, polistirolo praticate dei buchi con un grosso chiodo riscaldato sulla fiamma, in modo da evitare dei pericolosi ristagni d'acqua.

Dopo aver messo un modesto strato di drenaggio sul fondo con pomice o palline di argilla espansa, riempiamo per due terzi il nostro contenitore con I 'impasto e lo stesso sarà pronto per accogliere le nostre talee.

Per quanto riguarda la lunghezza della talea, dipende molto dal materiale di cui disponiamo, in particolare al contenitore consigliato la misura dovrebbe essere di una decina di centimetri.

Se si tratta di materiale in dormienza dobbiamo avere cura che sulla talea vi siano almeno un paio di gemme latenti, mentre se trattiamo materiale verde taglieremo le foglie in modo da avere la possibilità di procurare il risveglio delle gemme ascellari.

Dopo aver intinto il piede della talea negli ormoni radicali, la pianteremo nell'impasto senza arrivare sul fondo, non in forma perfettamente verticale, ma con una certa angolatura rispetto al terreno.

Si pressa il terreno attorno alla talea, si bagna con uno spruzzo sottile e si colloca quindi il contenitore in un posto riparato, soprattutto dalle correnti d'aria.

Da questo momento in avanti le nostre attenzioni devono essere rivolte a:

•  evitare movimenti del contenitore e delle talee per non procurare la frattura delle radichette nascenti;

•  mantenere costantemente umido il terreno, curando il drenaggio nel caso di piogge eccessive;

•  curare che l'apparato aereo fogliare non sia eccessivo rispetto all'apparato radicale in via di formazione, tagliando eventualmente qualche foglia e vaporizzando in caso di grande secco.

Se ne avete la possibilità potete coprire la scatola di polistirolo con un vetro o con del policarbonato trasparente, ricordandovi però di far circolare l'aria nelle ore più calde della giornata.

Dopo 15-20 giorni potete cominciare a fertilizzare, cercando di non eccedere nel fertilizzanti chimici con il rischio di rovinare tutto.

Per le talee di primavera, all'inizio dell'autunno potete avere già la possibilità di procedere ai rinvasi singoli, ricordandovi che anche questa fase è estremamente delicata per cui le pianticelle devono essere collocate sempre in posti protetti.

Se la cosa non vi convince molto, lasciate le talee nel contenitore per tutto l'inverno e rinvasatele all'inizio della primavera successiva. L'operazione è già meno traumatica.

Attenzione che se non avete utilizzato un disinfettante nel terreno, vi è la possibilità che si sviluppino attorno alle talee delle muffe che devono essere combattute da subito con gli appositi prodotti.

Auguri di buon lavoro.

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